Matt McMullen, 55 anni, è il creatore di RealDoll, un'azienda americana che produce bambole a grandezza naturale dal 1996, con prezzi a partire da 5.000 a 10.000 dollari per modello. In questi passati anni ha venduto oltre 5000 sex dolls, tutte diverse tra loro: i clienti possono decidere il tipo di corpo e tutte le altre specifiche: dal colore della pelle, capelli e occhi alla grandezza del seno, fino alle dita dei piedi.

Il video di oggi è il quinto documentario di "Robotica", una serie di video prodotti dal New York Times Online, che esplora come i robot stanno cambiando la nostra vita di tutti i giorni.
Matt McMullen sta sviluppando un sexy robot che utilizza la tecnologia per creare l'illusione della sensibilità. I movimenti della bocca e delle palpebre saranno sufficienti a generare emozioni reali negli utenti?
Gli scettici, come il professor Masahiro Mori del Tokyo Institute of Technology, pensano che anche se aggiungiamo il movimento, l'esperienza di incontro con un robot ci lascerà sempre una sensazione di estraneità addosso. Prendiamo ad esempio una stretta di mano tra uomo e robot: secondo il signor Mori "potremmo essere spaventati durante la  stretta di mano a causa della pressione esercitata, dalla consistenza e della freddezza". Quando ciò accade, prosegue Mori, "perdiamo il senso di affinità con l'altro e la mano diventa un oggetto inquietante".

Con Realbotix, il signor McMullen sta cercando di evitare quella inquietante sensazione che ancora proviamo verso i Robot.

In questo video seguiamo il creatore di RealDoll, McMullen, nella sua prossima sfida, quella che lui chiama Realbotix, o meglio, il tentativo di animare una bambola sexy. Matt ha riunito un piccolo team che comprende ingegneri che hanno lavorato per Hanson Robotics, un laboratorio di robotica che produce robot incredibilmente realistici.

Mr. McMullen si sta concentrando sullo sviluppo di una intelligenza artificiale convincente: attraverso una testa robotica che può muovere le palpebre e aprire e chiudere la bocca. Inoltre sta provando ad integrare altre tecnologie emergenti, come un app mobile che si comporta, attraverso dei lunghi discorsi, come una compagna; e integrando il famoso Oculus Rift, una maschera a realtà aumentata, che può essere utilizzato separatamente o insieme alla bambola.

 

 

 

Via NYTimes

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Saturday, 03 December 2016
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