Estratto da 999gallery.com di Stef (Stefano S. Antonelli)

Sabato 23 chiude la prima edizione di Vandalism, più di 2000 visitatori in tre settimane e ne manca ancora una, un successo unico. E i successi si sa, ad alcuni provocano problemi di articolazione maxillo-facciale, fanno masticare male. Insomma, ci sono sempre dei poveri mentecatti che rosicano (come si dice qui a Roma) dei successi degli altri.
E infatti, puntuale ecco quello di turno. Un misterioso Bin Von firma un articolo su un blog online in cui accusa 999gallery di veri e propri crimini contro l’arte per poi virare verso una storiella penosissima con l’intento di metterci alla berlina.
Non riesco a dirvi quanto poco mi interessi questa polemica, ma non posso accettare che venga offeso il lavoro onesto e appassionato di tutti i ragazzi che hanno contribuito alla realizzazione di vandalism. Soprattutto però, non posso accettare che questo venga fatto nel modo più vile, celandosi dietro uno nome di fantasia, senza metterci la faccia.
Ma questo fa il vile, tira il sasso e nasconde la mano.

Ma andiamo per gradi, innanzi tutto chi è questo Bin Von, il vile?
Bin Von il vile nella sua miserabile vita reale si chiama Paulo Von Vacano e vi consiglio di farvi un giro su google images tanto per farvi un’idea. E perchè a Paulo il vile gli girano così tanto le cosiddette? Bé perché Paulo il vile è un editore che con la sua casa editrice (www.dragolab.com) pubblica libri d’arte, in particolare di street/urban art e, assecondato da una malcelata quanto patologica mitomania si crede il padrone della street art, infatti si è indisposto e non poco appena gliela abbiamo toccata.
Come lo so?
Primo perché Paulo il vile, definisce la sua azienda, la casa editrice Drago, nel seguente modo: DRAGO is the Voice of the Urban Street Art Community.
Cioè, questa azienda è la voce della comunità urban street art, pensavo di avere le allucinazioni e invece é sul suo sito, è tutto vero, giuro.
L’azienda di Paulo il vile quindi è la voce della comunità urban street art. Bene, qualcuno che vuole bene a questo signore si prenda cura di lui, vi prego. E poi lo so perchè mi ha telefonato. E già. Una decina di giorni prima dell’inaugurazione di vandalism.
Mi ha attaccato un pistolotto terrificante sul fatto che lui sono anni che segue questi artisti, che sono tutti suoi amici, che anche lui ha cercato di fare una mostra del genere e altre cose ma in realtà io ero da Armando il corniciaio che mi aveva sbagliato un paio di misure, ogni tanto dicevo “si” ma capito il personaggio speravo solo finisse presto. Quando gli ho educatamente manifestato che ero impegnato in altre cose mi ha lasciato dicendomi che comunque in seguito ci saremmo visti alla mostra e saluti e baci.
Poi rispunta fuori Paulo il vile, ovviamente sotto pseudonimo, come tutti i vili, scrivendo un “j’accuse” così sgangherato che mi sono fatto delle domande sull’igiene mentale dell’autore. Ancora più sgangherato della 999gallery e vi assicuro che chi è venuto in galleria ve lo può confermare che siamo sgangherati!
Paulo il vile, ma se hai il mio numero di telefono perchè non me la hai dette di persona tutte quelle brutte cosacce che ho fatto? Vabbé per telefono si può capire male e allora perchè non me le hai dette quando sei venuto a vedere la mostra? Sapete perché? Perchè Paulo il vile a vedere vandalism non ci è mai venuto.
E così abbiamo un Paulo il vile che scrive di una mostra che non ha visto. Di un posto in cui non è mai stato. Poi, abbiamo un Paulo il vile che mi invia il 25 gennaio (la mostra ha aperto il 28) una mail in cui mi propone di vendere alla 999 durante vandalism i libri che lui pubblica e se li pago alla consegna mi fa pure il 50% di sconto.
Questo mi scrive Paulo il vile il 25 gennaio. Dei titoli che mi ha proposto solo uno riguardava un artista in mostra, JR Wrinkles of the city, ma avevo già una pubblicazione più completa della sua che è stata ed è a disposizione gratuitamente per consultazione alla 999. Quindi no, i libri Drago non mi interessavano e non li ho comprati, che dite avrò fatto male?
Non ci crederete ma mentre scrivo provo un certo affetto verso Paulo il vile.
Ma veniamo all’esilarante invettiva della nostra vile voce della comunità urban street art.

In prima battuta Paulo il vile ci accusa di aver fatto una mostra senza gli artisti. Devo ammettere che circolano voci sul mio imminente arresto per questo reato. In realtà Paulo il vile si riferisce alla consuetudine delle gallerie di realizzare mostre coinvolgendo l’artista. Un punto di vista un po’ conservatore quando fa comodo non lo disdegna Paulo il vile voce della comunità urban street art qui in spolvero ancien régime per convenienza. Tagliamo corto su questa faccenda. Tu Paulo il vile aspetta che Banksy venga a stringere le mani ad una mostra che nel frattempo a un paio di mila ragazzi ci pensiamo noi a fargli vedere qualche pezzo, che se aspettano voi, Grandi Sacerdoti dell’Arte, stanno freschi. E poi, ebbene si, ormai hai una certa età ed è bene che tu lo sappia, si possono fare le mostre senza che ci sia l’artista. E dovresti sapere anche che fare il maestrino è un’esercizio che rende sempre ridicoli. Il maestrino conservatore poi, non ne parliamo. Personalmente provo una certa insofferenza verso questi conformismi caro Paulo che da adesso vinci anche il titolo di: conformista!
Quindi, Paulo il vile conformista voce della comunità urban street art, prosegue con la sua invettiva delirando di mercatini, di ebay, di sistema della cultura, di mafiosi e di talmente tante altre scemenze che se gli avessero fatto l’etilometro sarebbe esploso.
Chiudo questa faccenda, 999 non è una galleria d’arte é solo un negozio di strane cose. Tutti contenti? Va meglio?
Vi da fastidio chi rompe le regole eh?
Poi c’é la storia di Nick Walker. La “gustosa” storia di Nick Walker come scrive Paulo il vile ecc ecc. Che "gusti" raffinati, chapeau.
La storia di Nick Walker è già stata ampiamente trattata pubblicamente e io non ho mai scritto “chittisincula ecc ecc”. E qui (ma anche da prima) vinci l’ambito italianissimo titolo di: bugiardo!
Caro Paulo il vile conformista bugiardo voce della comunità urban street art, queste brutte parole che attribuisci a me non è che in realtà sei tu che le scrivi per fare il “giovane” e perchè, evidentemente ti appartengono? Ecco quindi quale raffinatissimo maitre-a-penser lessicale e concettuale ci bacchetta tutti sul bon ton dell’arte.
Bon ton dell’arte? Ma che l’ho scritto sul serio? Mah, mi starò rincretinendo pure io.
Tornando a Nick Walker, la storia è questa in estrema sintesi. Dei ragazzi con cui collaboriamo ci propongono la scritta vandalism come è raffigurata sulla locandina. Loro si chiamano Borderline. Ci piace, siamo entusiasti, stampiamo e pubblichiamo. Poi scopro che quell’immagine è un opera di Walker. I ragazzi si difendono dicendo che non lo sapevano, che è uno stencil che gira a Londra da tempo cosa che è vera e inoppugnabile. Contatto Walker e gli spiego tutto, gli spiego anche che sono ragazzi con seri problemi. Noi siamo già partiti con la comunicazione e stiamo per stampare le serigrafia, gli propongo di donare insieme il ricavato all’istituto che li ha avuti in cura (cosa che ovviamente noi faremo la prima settimana di marzo). Walker non ci ha risposto, ci ha fatto scrivere dall’avvocato accusandoci di aver violato il copyright, vuole i soldi, il vandalo. Ah, e per quanto ti riguarda Paulo il vile conformista bugiardo voce della comunità urban street art tu questa storia la sapevi perchè te l’ho spiegata io al telefono e ci hai giocato lo stesso, facendo credere che la release I vandalize fosse una corsa ai ripari perchè eravamo stati scoperti. E questo sai cosa ti rende? Disgustoso. Purtroppo senza punto esclamativo.
Quindi ora sei Paulo il vile conformista bugiardo disgustoso voce della comunità urban street art. Wow, i titoli aumentano.
E poi Paulo ecc ecc, forse è troppo sforzo ma Borderline e i 2 Many Curators sono due cose diverse, ma tu come fai a saperlo, in fondo scrivi di cose che non conosci. S’era capito.
Ma occupiamoci ora dell’illuminante chiusa ad opera del nostro eroe che riporto integralmente perchè merita

“Il problema a questo punto si palesa a livello qualitativo: la richiesta non soddisfa la domanda e il mondo della Street Art si sta popolando di sedicenti artisti che vengono inseriti in questo campo solo perché affiggono le loro opere sui muri. Il supporto non identifica lo stile, insegnavano una volta i vecchi baroni. Per cui gli eventi si moltiplicano su tutto il territorio e il livello qualitativo si abbassa in maniera proporzionale. Queste operazioni “quick fix” purtroppo stanno uccidendo l’unica avanguardia del momento. Che rischia di ridursi a un fenomeno da baraccone a suon di panini con la salsiccia e bancarelle di musica boliviana. Ma mi fermo ora. Sarà la strada che si ribellerà da sé. E i colpevoli ne pagheranno le conseguenze”

E già “il mondo della Street Art si sta popolando di sedicenti artisti che vengono inseriti in questo campo solo perché affiggono le loro opere sui muri” è solo Paulo il vile conformista bugiardo disgustoso voce della comunità urban street art che stabilisce chi é un artista e chi non lo é, pure i baroni ci infila che a lui gli hanno insegnato tutto, è così evidente. Ma sul serio, Paulo ecc ecc, ci credi veramente a quello che scrivi? E poi è tempo che tu sappia Paulo ecc ecc che l’arte non è un campo e tantomeno un campo di tua proprietà e quando scrivi “gli eventi si moltiplicano su tutto il territorio e il livello qualitativo si abbassa in maniera proporzionale” dimentichi di aggiungere uno stizzito “senza il mio permesso!”.
Ma poi il dramma prende corpo perchè qui la denuncia si fa seria, attenzione Numi Tutelari dell’arte! Le operazioni “quick fix” uccidono l’avanguardia! E qui il nostro eroe si supera nel commentarsi da solo, dai sul serio, commentare sarebbe un po’ sparare sulla croce rossa. Poi abbiamo qualche problemino di punteggiatura prima di esporre questa fulminante perla di critica applicata, una frase lapidaria che inizia con un “che”: “Che rischia di ridursi a un fenomeno da baraccone a suon di panini con la salsiccia e bancarelle di musica boliviana”. A rischio di apparire lezioso mi preme informare i che i panini con la salsiccia non suonano, si mangiano e sono buoni e se cerchi un fenomeno da baraccone prova con lo specchio, quello mica mente.
Ma è sulla chiusa della chiusa che il nostro Presidente Autoproclamato dell’Alta Corte sull’Arte da il meglio: Sarà la strada che si ribellerà da sé. E i colpevoli ne pagheranno le conseguenze. Per quanto ne so l’unico che voleva essere pagato eri tu per i tuoi libri. Se poi il nostro Paulo ecc ecc si stava riferendo ad una velata minaccia di timbro millenaristico sappia che noi stiamo tutti tremando al sol pensiero delle conseguenze che ci aspettano per cotanto gesto. Brrrr.
Povero Paulo ecc ecc, ma quale protocollo fantasma, l’unico fantasma è quello che abita le stanze abbandonate del sua povera, disastrata, miseria intellettuale, e vienila a vedere la mostra così almeno vedi di cosa hai straparlato e in caso ti ripeto tutto, per benino, vis a vis. Faccia a faccia.
Ora, lui: Paulo il vile conformista bugiardo disgustoso voce della comunità urban street art, non è solo, ha dei sodali, dei sostenitori, la comunità che guida, di cui egli è la voce.
Bene, cara comunità di Paulo ecc ecc, abbiamo appeso 20 stampe in una stanzetta e siete andati tutti fuori di testa. Cosa farete al prossimo 999 show?

"secondo me lo querela!"

www.999gallery.com

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Wednesday, 07 December 2016
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