È universalmente accettata, ormai, l'invadente fusione tra la vita reale e quella virtuale. Ogni giorno, per troppe ore, ci interfacciamo con la tecnologia e piano piano, ne acquisiamo involontariamente il linguaggio e le espressioni.
Si pensi ai meme, alle emoticon ed alle emoji: elementi allo stesso tempo analogici e digitali che rappresentano un sistema simbolico codificato in grado di comunicare emozioni e comportamenti.
Matthew LaPenta, artista nato in Ohio, esplorando l'impatto del costante consumo di tecnologia e social media da parte dell'uomo contemporaneo, nel 2013 ha intrapreso la strada verso la “scultura delle emoji” ed ha materializzato le famose “faccine di whatsapp”, regalando loro una vita analogica. Idea carina, ma c'è molto altro...
L'ultimo progetto intrapreso dall'artista (ormai celebre su Instagram) è una campagna crowdfunding su Kickstarter che vede protagonista - niente POPO' di meno che - l'emoji della pupù.



Ebbene si, piccole simpatiche sculturine da 2,8 pollici pronte per essere esibite in mostre ed esser collezionate da...boh, forse da nessuno!
La scelta è variegata: l'artista produce pezzi (lucidi o opachi) in nichel, ottone o rame! La realizzazione del sogno di Matthew dipenderà dal pubblico del web, che deciderà se arrivare o meno alla cifra stabilita per dare il via alla produzione: 47,000 $.
A 17 giorni dalla scadenza della campagna, la somma raggiunta è così irrisoria che temo il peggio per l'enigmatico progetto dell'artista. Matthew ha deciso di dar vita alla pupù di whatsapp giustificando la sua scelta con un concept semi-serio e semi-credibile: “la vita a volte può essere schifosa; ciò che possiamo fare è sorridere e regalarci un po' di gioia l'un l'altro”.
Ok, va bene, ma per quanto possa provare ad attribuire un valore aggiunto al suo prodotto, per quanto possa descrivere la sua opera come un must have dell'anno, si tratta sempre di m***a...Neanche fosse Piero Manzoni poi, suvvia!

Se per caso voleste contribuire alla campagna ecco il link!

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Friday, 09 December 2016
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