Tra adattamenti cinematografici, serie tv, rappresentazioni scolastiche, parodie, citazioni e plagi non dichiarati, le opere di William Shakespeare sono state rappresentate davvero in tutti i modi.
Le sue storie si sono rivelate col passare del tempo sempre attuali, sia che si parli d'amore, di guerra o della condizione esistenziale dell'uomo.

La ricerca di nuove forme espressive ha portato a regie davvero originali.
Il più strampalato adattamento è sicuramente quello messo in scena da Alasdair Saksena (attore), Missouri Williams (scrittrice), e Lucie Elven (produttore), in cui il cast umano del “Re Lear”, uno dei più grandi drammi messi in scena, è sostituito da pecore, a parte un singolo personaggio interpretato da un attore “vero”.


In effetti nel testo ci sono piccoli riferimenti alle pecore, e forse è stato proprio questo a dare origine allo sviluppo di questa particolare rivisitazione in chiave animalesca.
L’idea è venuta alla Williams quando lavorava ad una edizione dell’opera con un normale cast umano, ma dopo diverse incomprensioni si era stufata di loro.
Secondo l’unico attore, che alla proposta di prendere parte ad un'idea del genere non ha assolutamente saputo rifiutare, il motivo per cui questo adattamento funziona è la sottile linea tra tragedia e commedia. Tanto è tragica la storia del Re Lear quanto poco tragiche risultano le pecore, e il giusto mix tra questi elementi permette allo spettacolo di funzionare.
Ha dichiarato inoltre che che lavorare con le pecore non è così difficile come si potrebbe immaginare, e che addirittura ognuna di esse riconosce il proprio nome quando viene chiamata.

Una volta se non sapevi recitare venivi appellato come “attore cane”. Forse le cose stanno cambiando? Forse un domani per indicare un attore molto bravo ed espressivo lo definiremo un “attore capra”?

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Saturday, 10 December 2016
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