Mentre la flamingo mania dilaga su tutti i fronti, il suo inventore, Don (Donald) Featherstone, la scorsa settimana ci ha la lasciati. Il Pink Flamingo di plastica è stato inventato nel 1957 da Featherstone mentre lavorava per la società Union Products, ed è presto diventato un'icona della cultura pop che gli è valso il premio Nobel per l'Arte nel 1996.
La Union Products, una ditta specializzata in manifatture di plastica aveva provato con cani, anatre, rane e altri animali da giardino ma nessuno ebbe il successo dell'allegro fenicottero rosa (foto in alto).
Intorno al fenicottero di plastica di Don Featherstone si è sviluppata una florida industria di oggettistica di ogni genere e il fenicottero rosa è presto diventato il più popolare arredo da giardino negli Usa. Il suo successo fu merito anche del fatto che nell'America della ricostruzione post bellica, tutti avevano bisogno di allegria e i fenicotteri rosa vennero messi nei giardini delle vittime della Seconda Guerra Mondiale.
 

Il tempo passa e arriviamo negli anni settanta e con l'uscita del film di John Waters dal titolo Pink Flamingos, nel 1972, i fenicotteri di plastica sono diventati l'esempio stereotipato del prato kitsch della middle class.
La strampalata protagonista del film è la drag queen Divine, e il film narra le sue stravaganti vicende nell'assidua ricerca dell'affermazione del suo essere disgustosa. Divine è la detentrice ufficiale del meritato titolo di “Persona Più Disgustosa Del Mondo”, unanimemente riconosciuta come tale. Non sono della stessa opinione i coniugi Raymond e Connie Marble, “due gelosi pervertiti”, che pensano di avere tutte le carte in regola per vincere lo scettro dello schifo assoluto; tra i tre scoppia un'insensata faida che vede i due clan attaccarsi con ogni mezzo possibile, all’insegna della violenza e dell'oscenità.
Il film fu girato con un budget quasi inesistente e inizialmente fu stroncato dalla critica, ma nel corso degli anni divenne un vero e proprio cult movie, sovente citato come manifesto del "cinema trash". 

Negli anni ottanta e novanta, quasi per gioco, i deliziosi fenicotteri rosa passarono da essere degli ornamenti da giardino definiti di cattivo gusto a simbolo di ribellione e orgoglio per la nuova classe di ricchi, grazie anche al contributo dell'artista Andy Warhol che li "tirò fuori dal cilindro" e li fece diventare parte della Pop Art, proprio come fece per le lattine di zuppa di Campbell. Nel 1987 il governatore del Massachusetts ha proclamato l'uccello di plastica "un contributo essenziale all'arte popolare americana".

Negli anni novanta il fenicottero rosa divenne un popolare regalo di inaugurazione per casa, una sorta di porta fortuna e dalle case passò presto alle strade invadendo moltissimi locali con grandi insegne al neon stile Las Vegas (dove uno dei più celebri casinò si chiama proprio Flamingo).

Oggi un esercito di fenicotteri rosa ha invaso i nostri armadi e il nostro guardaroba. Per l'estate 2016 gli accessori più gettonati sono borse, scarpe e costumi da bagno.
Lo stesso vale anche per la casa; molti designer hanno pensato di dare spazio ai fenicotteri su tazze, cuscini, tende e tessuti casalinghi.

 

 

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Sunday, 11 December 2016
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