Se vedete un tipo simpatico che si aggira con un telefono cellulare e vi chiede di mostrargli cosa avete in tasca, allora siete finalmente entrati in contatto con Pocket Project!
Riassumendo, l'esperimento potrebbe essere: "dimmi cosa hai in tasca e ti dirò che sei". In realtà Pocket Project - Le tasche del Mondo è molto più che una "palla di vetro" sul chi siamo. E' un documentario sociale che esplora il mondo e le persone che lo abitano attraverso le loro tasche.

"All'inizio il progetto si chiamava "My Thirteen Euros and Fifty Cents Life". 13.50€ era il prezzo medio della mia giornata, cioè quello che spendevo ogni giorno. Ho iniziato a chiedere alle persone proprio questo: "con quanto vivi al giorno?". Potete ben immaginare che dopo pochissimo le persone iniziavano a piangere e a raccontare le loro disavventure economiche"

L'idea è venuta nel 2013 a Fabio Persico, illustratore e graphic designer di Terracina. Ognuno cerca di conoscere le persone come può, lui lo fa attraverso le tasche della gente. Chiedere alle persone di mostrare il contenuto della loro tasche è semplicemente un espediente, senza pretese scientifiche, per analizzare la situazione economica e sociale dei continenti.

"Ho trovato droga, pistole, coltelli, foto di genitori morti ben custodite nel portafoglio accanto alla tessera dello stadio, sale anti iella, fave secche."

 

Fabio è andato in giro un po' ovunque a frugare nelle tasche della gente, oggi siamo noi ad aver chiesto a lui di svuotare il sacco... leggi l'intervista completa:

Cosa facevi prima di frugare nelle tasche altrui?
Sono sempre stato curioso. Questo mi ha spinto a ricercare costantemente il nuovo, il movimento. Ho lavorato per parecchi anni nel mondo della pubblicità, mi sono fatto le ossa con consegne all'ultimo minuto e nottate piene zeppe di riunioni. Ad un certo punto, verso i 28, ho lasciato tutto da un giorno all'altro ed ho iniziato la mia ricerca profonda del mondo e soprattutto di chi come me ci vive. Sono partito da una catena di abbigliamento. Mi spiego meglio. Mi sono fatto assumere da ZARA come addetto vendite; volevo conoscere la gente da dentro, le abitudini, le libertà di comprare a basso costo, la leggerezza di spiegare una maglia e buttarla in un ammasso informe. Ero lo spettatore di quello che facciamo praticamente ogni giorno. Da lì il passo è stato breve. Ho deciso di impegnarmi in un esperimento sociale, di creare una sorta di progetto artistico con l'aiuto quasi inconsapevole della gente. Finita l'esperienza da commesso, sono partito per New York. Ci sono stato il tempo giusto per definire, studiare ed iniziare Pocket Project. Sono passati quasi due anni e la ricerca non sembra volersi fermare.

Come nasce Pocket Project? Se ci sono aneddoti simpatici questo è il momento di "svuotare" il sacco!
All'inizio il progetto si chiamava "My Thirteen Euros and Fifty Cents Life". 13.50€ era il prezzo medio della mia giornata, cioè quello che spendevo ogni giorno. Ho iniziato a chiedere alle persone proprio questo: "con quanto vivi al giorno?". Potete ben immaginare che dopo pochissimo le persone iniziavano a piangere e a raccontare le loro disavventure economiche. L'America è soprattutto questo, i soldi. È affascinante, in costante cambiamento, super contemporanea ma la stratificazione sociale esiste ed è molto segnata. Motivo per il quale parlare di soldi non è che fosse per tutti facile. Non era quello che cercavo, volevo qualcosa di più leggero, quasi pop. Volevo le persone nella loro intimità ma non quella con gli aspetti oscuri e malvagi ma quella della semplicità, delle cose di tutti i giorni, dell'essenza. Ho pensato, e se chiedessi alle persone di mostrarmi cosa hanno nelle tasche? Fatto! Avevo trovato quello che cercavo. Non volevo solo fare degli scatti fotografici statici, volevo conoscere le tasche della gente facendomele raccontare. Ritratti in video. Le prime settimane è stato fantastico. Anche se sentono le differenze sociali, gli americani sono degli intrattenitori nati, non hanno filtri, né peli sulla lingua, sparano tutto quello che pensano. In pochissimo avevo un archivio di gente sorrideva dicendomi che in tasca aveva una pistola. Sangue freddo e via così. Finita l'esperienza americana, sono tornato in Italia e dopo aver messo dei soldi da parte, sono partito con la macchina in giro per tutte le regioni. Rimanevo tre/quattro giorni in una città e giravo per strada cercando gli oggetti più estremi, le storie più divertenti. Il viaggio è durato un'estate intera. Dopodiché sono stato in Norvegia, in Francia, in Spagna ed il viaggio continua giorno dopo giorno.

Cosa è per te e dove vuole arrivare questo progetto?
La serialità è alla base del nostro tempo. Tra i siti più visti degli ultimi anni ci sono Things Organized Neatly e Humans of New York. Serialità, ripetizione. Sembra tutto uguale ma ogni giorno cambia. Pocket Project aspira a diventare una sorta di censimento mondiale fatto di cazzate, cartacce e fazzoletti usati. Il progetto si sviluppa in due strade: quella dei ritratti quotidiani sia foto che video, che trovate sulla pagina Facebook, sul canale YouTube e sul profilo Instagram e quella dell'obiettivo finale, il documentario.  
La prima dovrebbe portare alla raccolta in un libro o a delle esposizioni nelle città in cui il progetto si sviluppa. La seconda in vece sarebbe una storia enorme in cui verrebbero messi a confronto i continenti, i costumi e gli usi di un Paese tramite le tasche. Per far sì che questo avvenga ci vuole tempo, costanza e dedizione. Non è facile girare il mondo essendo un progetto indipendente ed autofinaziato. La vera riuscita sarebbe quella di poterlo fare con un aiuto economico. Ci sto lavorando.

Girando video e chiedendo alla gente di "raccontarsi" tramite le proprie tasche, cosa hai scoperto? Quali sono state le cose che proprio non avresti voluto trovare? Tampax a parte...
La libertà vigilata è una misura di sicurezza non detentiva e consiste nella concessione della libertà di chi viene condannato. Tra le cose più particolari c'è stata una "Carta Precettiva" di un trafficante di droga. Ero a Forcella, a Napoli, forse la storia più bella. Le tasche della gente sono anche la loro storia. Ho trovato droga, pistole, coltelli, foto di genitori morti ben custodite nel portafoglio accanto alla tessera dello stadio, sale anti iella, fave secche, un messalino, scaccia zanzare elettrici, una lettera d'amore del primo fidanzato nella "sacchetta dei ricordi" di una signora a Salerno, canzoni scritte e forse mai suonate, chiavi spezzate, borse stracolme di trucchi e scarpe di ricambio per la sera. Insomma ce n'è di roba.

Adesso che hai sbirciato nelle tasche degli altri ci mandi un video per vedere cosa c'e nelle tue di tasche?


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Tuesday, 06 December 2016
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