Partendo dal presupposto che l'iniquità tra uomo e donna c'è, esiste ed è reale e più vicina di quanto si pensi, questa campagna dimostra che è possibile misurare questa ingiustizia semplicemente attraverso le nostre abitudini di ricerca su internet. Questa non è solo una campagna di sensibilizzazione ma un test che prova che questa diseguaglianza esiste ed è tanto reale quanto lo sono gli indiscussi risultati di Google. Quando siamo incerti su qualcosa alla fine cerchiamo risposte su Google e, giusto o sbagliato che sia, Google è per molti la voce della verità. Bene, la campagna sociale che vi stiamo per mostrare dimostra che siamo maschilisti!!! E se lo dice Google, allora è vero.

Sapete come funziona il completamento automatico sui motori di ricerca? Durante la digitazione nella casella di ricerca si possono trovare rapidamente le informazioni desiderate grazie alla visualizzazione di previsioni di ricerca che potrebbero essere simili ai termini di ricerca già digitati . Ad esempio, se inizi a digitare “new york”, potrebbero venir fuori altre query di ricerca frequenti relative a New York e fatte da altri in paesi diversi.

L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha commissionato alla Ogilvy & Mather di Dubai un campagna per sensibilizzare sulla difesa e su i diritti delle donne. Christopher Hunt, responsabile per la  Ogilvy & Mather di Dubai e ideatore dalla campagna ha scelto proprio di affidarsi alla funzione di auto-completamento dei motori di ricerca per mettere in piedi una serie di Adv di forte impatto. Lo stesso Hunt offre questa sintesi: "Questa campagna utilizza il motore di ricerca più popolare al mondo (Google) per mostrare come la disuguaglianza di genere sia un problema mondiale. Gli spot mostrano risultati di ricerche originali fatte il 09/03/13. Le persone che hanno provato a digitare frasi come:  “Le donne non dovrebbero”, "Le donne non possono" o "Le donne devono" e si sono accorti che le frasi vengono auto-completate con termini sessisti e maschilisti. 

Perché Google mette tra le ricerche più ricorrenti che le donne non dovrebbero parlare, sentire o mangiare? La domanda arriva da Christopher Hunt che ha deciso di trasformare questa assurdità in una campagna pubblicitaria.
Per l’occasione sono state scelte quattro immagini di donne di etnie diverse, dove la bocca è stata coperta dalla ricerca effettuata su Google nel paese di appartenenza. La cosa più interessante sta nel fatto a seconda del contesto geografico, esce fuori una frase diversa a sfavore del gentil sesso. 

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Saturday, 10 December 2016
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