Donald Trump sembra inarrestabile. Secondo l'ultimo sondaggio dell'emittente televisiva Ny1 in collaborazione con Baruch College, Trump ha infatti il 60% del sostegno repubblicano. I numeri, inoltre, indicano che l'aspirante candidato repubblicano alla Casa Bianca ha un vantaggio del 43% sugli avversari: John Kasich è al 17%, mentre Ted Cruz al 14%.

Secondo la Cbs News Trump continua a crescere nei consensi, sia all’interno del partito repubblicano, sia a livello nazionale.
Insomma, a quanto pare e contro ogni pronostico, Donald Trump purtroppo va preso sul serio.

In una campagna elettorale caratterizzata da attacchi personali, brutte parole e insulti diretti (non sempre politici) arriva inevitabilmente anche il “colorito” contributo della satira. Artisti di ogni genere e levatura hanno detto la loro. Sicuramente tra le opere più eclatanti c’è la re-interpretazione del celebre bagno del Belushi sport bar di Parigi fatta gli artisti Duke &Griffin che hanno aggiunto la faccia di Trump agli orinatoi in stile Rolling Stones (foto in alto). Altra celebre caricatura è quella di Saint Hoax e il murale di Hanksy.
Oltre a questi esempi di insigne dissenso, abbiamo scovato su Instagram un nuovo popolarissimo hashtag che riscuote molto successo anche tra utenti comuni che ad oggi conta 104,103 post. Sto parlando di #fucktrump.

Sotto questo hashtag, instragrammers, semplici elettori e grafici si sono dati appuntamento per prendersi gioco del Re dell’Immobiliare, sbizzarrendosi in foto, elaborazioni grafiche, vignette e collage; tutti al grido di FUCKTRUMP.
Ne abbiano scelti alcuni per voi!





Se pensate che sia assurdo che qualcuno voti Donald Trump allora state dimenticando che nel sud degli Stati Uniti, in quella regione chiamata Bible Belt (cintura della bibbia), abitata da fanatici religiosi per lo più ossessionati dal problema sicurezza, l’idea di costruire un muro tra Messico e Usa (punto cruciale della propaganda di Trump,) non è poi così deprecabile. Per il mondo intero costruire muri vuol dire dolore, divisione e frustrazione, pensate al muro di Berlino o alla Green Line in Palestina. Chi vorrebbe altri muri nel mondo? Eppure negli stati del sud, in questi luoghi remoti e dalle case con le staccionate bianche, l'idea di un muro piace davvero.

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Friday, 09 December 2016
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