"Daresti una giacca a Johannes?" è il titolo dato a questo spot prodotto nei paesi scandinavi, precisamente in Norvegia vicino al parco di San Hanshaugen di Oslo.
E’ stato girato con la tecnica della camera nascosta per documentare,come dichiarato, “sotto forma di esperimento” la reazione dei passanti.
Un ragazzo di 11 anni di nome Johannes, è seduto da solo privo di giacca alla fermata dell’autobus, fa un freddo polare e geme dai brividi. Chi si accorge della situazione si avvicina e con una certa titubanza e meraviglia, chiede perché fosse privo di giacca, e lui risponde che gli è stata rubata a scuola e che la maestra gli ha detto di aspettarlo lì.

La campagna è volta a sensibilizzare la popolazione norvegese a fornire vestiti caldi e fondi a favore dei bambini Siriani, si perché forse non tutti sanno che l’inverno siriano è freddissimo con temperature sotto lo zero, neve e vento.
L’organizzazione SOS Barnebyer artefice di tale iniziativa, ha rivelato che durante le riprese, durate due giorni, sono state molte le persone che si sono preoccupate di aiutare il giovane protagonista dello spot. Più di quelle che appaiono nel telecomunicato.
Il film è stato montato in modo che risultasse, da parte di alcuni passanti, una certa indifferenza, facendo prevalere poi il senso civico umano dei più.
Come si dice in termini cinematografici il “Sub-plot” in una storia è il messaggio occultato; lo scopo vero del narratore, non dichiarato, che deve fare riflettere, è molto semplice, immediato, come deve essere, sottile e quindi penetrante.
L’emozione su cui si gioca è rilevante quando vedi questo piccolo tremante e una ragazza che per coprirlo rimane solo in maglietta a spalle scoperte, o quando un ragazzo anch’egli semi nudo aspetta con Johannes l’arrivo della maestra sorridendo per rassicurarlo.
Questo video ha fatto il giro del mondo della rete a macchia d’olio e c’è da chiedersi perché.
La viralità di cui si parla tanto, anche troppo sopratutto a sproposito, in questo caso è indiscutibile, ma non prevedibile.
Gli elementi in ballo sono quattro:

il non coinvolgimento diretto ma semplice osservazione da spettatore e non oggetto perseguito;
il contenuto è privo di retorica, è “reale”, uno spaccato “live” , indiscutibile l’autenticità di quello che sta accadendo;
non instilla il senso di colpa e il ricatto morale;
sei libero di decidere con il sentimento e le emozioni, in ballo ci sono la solidarietà e l’autentica generosità;

Questo mix di elementi, ha determinato il successo.
Per questa campagna, è gradevole pensare, che non sia il frutto di un consapevole tecnicismo di un attento studio a tavolino, lo dicono loro stessi, gli ideatori, “è stato un’esperimento”.
L’esperienza mi ha insegnato che le cose migliori nascono per caso e per la loro semplicità e questo ne è la conferma.
In quest’epoca dove il cinismo fa da padrone è confortante sapere che in fin dei conti non è proprio così, che siamo ancora capaci a volte di dare il meglio e la bellezza di noi stessi.
Il caso Johannes è un bell’esemplare di successo per la comunicazione sociale.

www.sos-barnebyer.no/syriahelp

 

 

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Saturday, 10 December 2016
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