Il circo... questa grande industria che diverte grandi e piccini sin dai tempi degli antichi Romani!
Personalmente non mi ha mai affascinato, forse perchè non trovo divertenti i clown o perchè provo invidia verso gli equilibristi dal fisico di marmo, non so.
Ma aldilà della soggettività, applaudo di fronte ad una squadra russa di trapezisti e trattengo il fiato alla vista di funamboli in bilico! Ciò che invece non tollero, che odio dal profondo del cuore, è dover assistere alle tristi performance di quei poveri animali.
La pensano come me due organizzazioni portoghesi, che da anni lottano per i loro diritti: la Portuguese League for Animal Rights (LPDA) e l'Acção Animal.
Le due realtà si sono unite nella lotta contro lo sfruttamento circense delle specie animali ed hanno dato vita alla campagna di sensibilizzazione “Animals are not clowns”.



La pubblicità vede raffigurati dietro alle sbarre di una buia gabbia sterile, i musi di alcuni dei protagonisti più inflazionati del circo odierno: il leone, la scimmia e la foca. A coprire il loro mesto sentimento di rassegnazione c'è un colorato trucco da clown. Malinconico, triste... proprio come quei clown che non mi divertono.
Da anni, dentro ai tendoni colorati, si verifica una delle più grandi forme di abbrutimento della dignità animale e umana: la sottomissione e la strumentalizzazione delle bestie da parte dell'uomo.
Dagli elefanti alle scimmie, passando per le foche, i cavalli e le tigri; innumerevoli sono gli esemplari che da anni vengono cresciuti in cattività e sono obbligati ad eseguire gli ordini del domatore senza macchia e senza paura.
Soldatini incapaci di ribellarsi al volere dell'uomo che, per sollazzare le famiglie nei noiosi pomeriggi domenicali, sono costretti a comportarsi come marionette, perdendo il loro orgoglio, ma prima di tutto, la loro libertà... perfino il Re della Savana si trasforma in uno schiavo del sistema.
L'incontro tra l'uomo e l'animale non può avvenire ad armi impari, non può basarsi sempre sullo svantaggio di quest'ultimo. Per quanto tempo ancora dovremo assistere alle risate scroscianti di un pubblico divertito da un orso sul monociclo o da un elefante in equilibrio su una piramide di sgabelli?
Ricordate che applaudire, partecipare, comprare un biglietto per uno spettacolo vuol dire alimentare il sistema, favorire l'abuso e calpestare la dignità animale.



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Tuesday, 06 December 2016
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