Viviamo nell’epoca del verosimile; ciò che sembra spesso non è, e viceversa.

La sociologia ci spiega che uno dei motivi di questa sensazione è determinato dalla miriade di informazioni che ogni giorno assumiamo. Che siano scelte attive o passive poco importa, la realtà assume una forma sospesa nel tempo, scavalcata dal messaggio successivo.

Un antidoto senz’altro efficace è fermarsi a riflettere su noi stessi e osservare ciò che ci circonda.

In questo contesto, siamo rimasti colpiti dai lavori di Erika Zolli, (Eribluff per gli internauti), una giovane fotografa italiana. 

Gli scatti di Eribluff si basano sulla creazione di nuovi mondi, un mixage di surrealismo e poesia.

I soggetti sono immersi in “non luoghi”, in un tempo indefinito. Scene delicate che coinvolgono lo spettatore in un’atmosfera di tranquillità e sorpresa. 

Erika Zolli, nella sua ultima serie “Surreal Arabesque” “gioca proprio con il concetto di “arabesque”, che significa contrapporre alla perfezione del "Bello ideale" la stravaganza dell’immaginario, delle chimere fantastiche, delle figure libere o più genericamente tutti i nuovi atteggiamenti creati al di fuori dei canoni dell’ordinario”.

Elementi surreali e ironici: nuvole davanti a normali autoritratti, molteplici mani che abbracciano alberi fino all’estremità dei rami, un gatto in una teiera di ceramica, una donna distesa beatamente in una scatoletta di tonno..

In queste immagini la razionalità si ritrae, la logica si ripiega su se stessa e la mente si offusca.

 

 

 

 

 

 

 

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Monday, 05 December 2016
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