Credo che la fotografia, come ogni forma d’arte in generale, lasci un ampio margine di personalizzazione, nell’interpretazione come nel gusto.
Personalmente non amo le foto dei panorami, penso che un bel soggetto semplifichi il lavoro al fotografo. Lungi dall’essere una critica alla fotografia paesaggistica, sia chiaro, ma semplicemente apprezzo di più chi coglie una sfida, cercando di rendere bello ed emozionante qualcosa che di per sé non lo è.
Questa è la challenge di Roman Robroek, fotografo olandese che con i suoi scatti non convenzionali ci fa immergere in contesti così autentici da sembrare quasi irreali.
Niente tramonti mozzafiato o skyline impressionanti: semplicemente luoghi abbandonati, dismessi e carichi di malinconia.
Durante il suo “urban photography journey”, come ama definirlo lui, l’artista viaggia lungo tutta Europa per catturare vecchi edifici dimenticati, carichi di polvere e storie da raccontare.




Mosso da una profonda curiosità verso il passato di queste costruzioni, studia il contesto prestando attenzione ad ogni piccolo dettaglio e domandandosi come si presentasse prima.
La sua collezione fotografica di luoghi abbandonati non tralascia alcuno tipo di soggetto: da sale ospedaliere dismesse a case disabitate, passando per piscine, teatri, luoghi religiosi e monumenti.
Viaggia per scoprire ogni giorno un luogo diverso, che si tratti di castelli incantati o semplici automobili dimenticate lungo le vie.
Un elemento caratterizza tutti gli scatti: la luce. È sempre presente, che si tratti di un timido spiraglio o di enormi fasce luminose che si rifrangono su ampie vetrate. Roman lavora unicamente con la luce naturale e tenta di immortalare il preciso momento in cui questa tinge gli spazi, colorando con un po’ di brillantezza uno scenario nostalgico.




L’artista riesce a combinare l’architettura con la fotografia, donando un effetto surreale a questi luoghi incantati che, ad un primo sguardo, possono sembrare dei perfetti trompe l’oeil.
Sebbene abbandonati, i luoghi di Roman Robroek sono più vivi che mai e ognuno di loro ha una bellissima storia da immaginare, racchiusa in uno scatto.




Tutte le foto © Roman Robroek

Wednesday, 22 November 2017
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