Testa china, cellulare in mano e alienazione dalla realtà: questi gli emblemi dell'ossesione da smartphone che hanno ispirato l'ultima serie di foto del francese Antoine Geiger intitolata Sur-Fake.
L'artista modifica gli scatti di persone che consultano il proprio cellulare o intente a scattare selfie stravolgendone il volto che appare risucchiato dallo schermo, una metafora quanto mai reale che ci fa riflettere sull'eccessivo tempo che passiamo incollati al nostro telefonino intelligente, estraniandoci dalla realtà.



Questi innovativi mezzi hanno dapprima cambiato il modo di comunicare, poi ogni giorno di più, le nostre abitudini. Ormai il telefonino è parte integrante dei nostri comportamenti e della vita di tutti i giorni, in ogni parte del mondo. L'impatto del cellulare sulla vita quotidiana è stato fortissimo, sia in quella privata che in quella pubblica. Indubbiamente gli smartphone hanno cambiato in maniera innovativa le nostre abitudini, abbiamo accesso continuo a informazioni di ogni genere, possiamo comunicare con qualsiasi parte del mondo e addirittura ci permettono di lavorare indipendentemente da dove ci troviamo. Il loro utilizzo, però, è positivo e produttivo finché non si supera la soglia dell'ossessione e la conseguente dipendenza.
Separarsi dal proprio smartphone è incredibilmente difficile e se la batteria ci abbandona prematuramente, siamo pervasi da un senso di vuoto: non sappiamo cosa fare, ci sentiamo fuori dal mondo, senza occhi e senza voce...senza controllo su ciò che accade.



Nei momenti vuoti, come in metro o sui bus, l'ossessione da smartphone è ancora più palese e la sensazione è quella di trovarsi di fronte a una schiera di zombie che ,risucchiati dai monitor, attendono la loro fermata giocando, postando foto e condividendo attimi di vita virtualmente reali.
Il progetto di Antoine Geiger vuole farci riflettere su quanto questi apparecchi risucchiano la nostra anima, e con tagliente ironia ed eleganza mostra persone di tutte le età che, alienate dai propri cellulari, perdono contatto con la realtà e con il mondo fisico che passa automaticamente in secondo piano, anche davanti a opere artistiche come la Gioconda.



Una rappresentazione concettualmente profonda e una realizzazione esplicita e un pò inquietante per un giovane fotografo che a soli vent'anni sa raccontare attraverso i suoi scatti le evoluzioni e le involuzioni caratteristiche dei nostri giorni.
Per ulteriori informazioni o immagini www.antoinegeiger.com

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Saturday, 10 December 2016
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