Di solito il termine donna o uomo zerbino si riferisce a persone che nelle relazioni si pongono in una posizione di totale assoggettamento nei confronti dell’altro, che si tratti di un compagno, un amico o un genitore.
In questo articolo si parla di donne zerbino ma ci si riferisce a un concetto molto meno bruto del precedente, se ne parla in senso lato, dal punto di visto artistico e creativo di Patty Carroll.
La fotografa pone al centro delle sue opere la figura femminile inserita nel contesto all’interno del quale, purtroppo, parte della società ancora la iscrive: la casa.
Con spirito critico e solidarietà femminile l’artista ritrae i simulacri di tutte quelle donne inglobate all’interno del proprio ruolo sociale di madre, moglie e casalinga.
Il nome della serie è “Anonymous Women” e già il titolo anticipa il disappunto nei confronti di un sistema di identità spesso impolverate, accatastate e nascoste all’interno dei pertugi delle abitazioni.





Le foto ritraggono donne perfettamente mimetizzate con lo sfondo, in armonia con il background che le circonda; si tratta di scenari eccentrici in cui prevalgono gli elementi tipici dell’arredamento casalingo: tende, tappeti, lampade e quadri dai colori vivaci e dal design vintage.
La donna diventa un tutt’uno con drappeggi che la inglobano letteralmente e metaforicamente all’interno della propria dimora, che per alcuni versi costituisce il luogo in cui sentirsi libere, mentre per altri arriva a diventare un simbolo di costrizione e repressione.
Tale dicotomia viene incarnata perfettamente negli scatti onirici dell’artista che, per la sua serie, ha tratto inspirazione da una passeggiata tra le bancarelle di un mercato dell’antiquariato. Il collegamento mentale che l’ha condotta a realizzare il progetto è stata l’associazione di innumerevoli stoffe di mille fantasie diverse alla presenza, nel mondo, di un’infinità di donne, ognuna col proprio carattere e le proprie peculiarità.



Così negli scatti di Patty ogni donna si mescola con la propria tappezzeria, simbolo di camuffamento dell’identità individuale, di ossessione, di relazioni complicate che spesso la intrappolano.
Ogni immagine è differente e presenta colorazioni eterogenee: in alcune fotografie il gusto è più classico e si alternano tinteggi dai toni armonici, in altre prevale l’esagerazione espressiva: i colori forti si contrappongono e la percezione della confusione aumenta.
La fotografa ci offre una critica pungente, uno spunto di riflessione verso un tema sempre attuale: apre un dibattito su questioni scomode e lo fa con stile, originalità, pathos.



Tuesday, 17 October 2017
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