Meltem Isik è una fotografa di origine turca che vive e lavora a Istanbul. Le sue opere mettono in discussione la visione che abbiamo di noi stessi e del nostro corpo: come lo percepiamo noi e come viene recepito dagli altri.

"Attraverso il tempo, costruiamo una visione di chi siamo composta dalle parti di puzzle che vediamo direttamente e attraverso distorte riflessioni."

L'analisi dell’artista nasce da una riflessione: senza uno specchio o una macchina fotografica non siamo in grado di vedere tutte le curve o le rughe del nostro corpo e riusciamo ad avere solo una visione parziale e quindi limitata della nostra immagine che non necessariamente corrisponde alla realtà o comunque è strettamente legata al nostro punto di vista. Osservandoci senza alcun aiuto o supporto è impossibile avere uno sguardo d'insieme e un'osservazione obiettiva di noi stessi. Non riusciamo a vedere la nostra testa o altre zone difficili come il centro della schiena, e quella che si genera nella nostra mente è solo l’idea di come realmente siamo, che molto spesso non coincide con ciò che le altre persone percepiscono di noi.

Nella sua sua prima serie, l'istallazione fotografica ‘‘Twice into the stream" , l'artista chiede ai modelli di tenere davanti al proprio corpo nudo una grande stampa su tela morbida che mostra l'ingrandimento di una loro singola parte del corpo.
Le gigantografie sovrapposte alla pelle nuda dei soggetti sembrano completarli, e con un effetto illusorio trasformano in maniera stupefacente ma plausibile la figura umana, ridisegnandone le linee e distorcendo la nostra percezione.






Le zone ingrandite e stampate mantengono la loro forma e natura, sono tutte parti facilmente riconoscibili: una schiena di donna, la mano di un uomo, uno torace, ecc.. ma se allarghiamo lo sguardo e la mente a una visione d'insieme, queste parti del corpo abbandonano il loro ruolo e completano la figura umana. L'illusione ottica ci trae in inganno e stravolge la percezione, la parte singola si reinterpreta e diventa una parte del tutto, confermando la teoria dell'artista sulla non completa obiettività della percezione parziale.



Nell'ultima serie "‘Suspicious affinities " l'attenzione dell'artista rimane focalizzata sul corpo e sulla percezione.
Mentre nel progetto precedente Meltem Isik mette alla prova la nostra mente ingrandendo parti del corpo, questa volta l'artista lo "frammenta" e crea ritratti di persone e animali, combinando fotografie di occhi, orecchie, mani e varie parti del corpo umano scattate precedentemente che tovano il loro posto come tasselli del puzzle che compone la nostra immagine.







Per ulteriori informazioni o immagini vi segnaliamo il sito di Meltem Isik.






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Monday, 05 December 2016
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