Con tutta la crudità che solo un corpo nudo sa esprimere, e forse con eccessivo realismo, il lavoro di AdeY cattura piccoli momenti di vita sociale, storie di oppressione, di isolamento, ansia e depressione. Adey, fotografo autodidatta, riconosce nei corpi nudi un potenziale espressivo unico: il corpo cambia in relazione al nostro ambiente ma anche il nostro ambiente si adatta a ciò che siamo diventati.

Le sue immagini ritraggono squilibri evidenti nella società contemporanea e affrontano di petto le questioni di genere, di comportamento normativo e di come la società ci costringe a scegliere una direzione o un percorso. I protagonisti delle sue foto sono sempre nudi e vengono posizionati in contesti urbani o in luoghi asettici. La nudità per AdeY mostra al meglio tutta la vulnerabilità umana, esaltando la correlazione tra corpo e spazio.

Quello che AdeY racconta è un mondo in declino, un universo andato, abbattuto, sconfitto, un sistema di valori fallito, dove gli ideali dominanti sono stati superati e non sono più in grado di dare risposte significative all'uomo. Queste perdite portano depressione e disorientamento e i luoghi che l'artista sceglie riflettono questa decadenza: sono spesso spazi abbandonati e in rovina. Il contesto dei suoi scatti è spesso povero e disadorno, bastano una panchina e un muro pieno di scritte, una vecchia cisterna abbandonata, una camera d'hotel, una cucina o un muro bianco con uno specchio. La scelta di uno spazio scarsamente articolato diventa per lo scatto fotografico come un'enorme tela bianca dove tutto acquista immediatamente rilevanza. La mancanza di una scenografia mette in risalto il corpo nudo e su di esso si concentrano tutte le emozioni.  

AdeY ha anche pubblicato un libro dal titolo Right and Left, una raccolta di nudi che spiega con simmetrie, unioni e allontanamenti lo spazio e l'ambiente e la correlazione tra la natura e individuo.

Per maggiori informazioni visitate il sito AbeY.se

 

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Sunday, 11 December 2016
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