Quante volte, osservando qualcosa di interessante, vi (o mi) è capitato di pensare: va beh, cosa ci voleva? Sarei stato in grado di farlo anche io!
Facile parlare e riflettere da dietro le quinte ma resta il fatto che qualcuno ci ha pensato prima di te, qualcuno ha dedicato tempo e passione per seguire quel lampo di genio lontano anni luce dalle tue intenzioni…
Oggi si parla di collage, una forma d’arte così primitiva ed elementare che mi ricorda quando ero piccola, quando all’asilo presa dalla smania di questa nuova scoperta non mi limitai a ritagliare riviste ma decimai la biblioteca della scuola!
Uno dei primi approcci alla creatività, all’uso di quella parte di cervello che non segue schemi associativi standard ma che ne compone nuovi osservando solamente le regole della fantasia e del buon gusto.
Rovistando tra la miriade di profili Instagram mi sono imbattuta in @emlobo, un account quasi del tutto in incognito, che non svela la provenienza delle sue immagini, tanto meno quella del suo autore di cui non si sa né età e né sesso.




Quasi 14 mila follower: questo l’unico dato che ci è stato concesso sapere; elemento significativo che ci lascia pensare che l’artista stia entrando a passi lenti su questa vetrina sociale chiamata Instagram.
Emlobo crea collage semplici, spesso costituiti da pochi elementi che vengono combinati tra loro in modo elegante ed efficace.
Le sagome presentano dei contorni grezzi, quasi scontornati male e questo può essere considerato un punto di forza originale in un mondo in cui, nel paradiso del disegno grafico, gli errori non sono ammessi.
Gli elementi del corpo umano sono i preferiti: l’artista inserisce occhi, bocche e volti all’interno di contesti emblematici – spesso si parla di ambienti naturali - creando una sinestesia visiva che disturba ma che affascina.
Elemento distintivo dell’arte di @emlobo è l’accostamento di immagini antiche, molte delle quali in bianco e nero, con altre più moderne e dai colori vivaci. Il tono globale del collage risulta opaco, spento e conserva un velo di angoscia.
Che siano tagliati a mano ed assemblati con colla vinilica o che siano frutto di un dissimulatore esperto di Photoshop, le opere dell’artista ci lasciano addosso un alone di mistero che spero venga svelato a breve…




Seguite Emlobo sul suo profilo Instagram.

Wednesday, 21 November 2018
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