C'è una pillola per tutto, giusto? O almeno questo è quello che ci hanno abituato a credere: c'è una  pillola per la pelle, una per dimagrire, una per la felicità, una per non piangere e una per andare in bagno. Poi ci sono - giustamente - le pillole per guarire le malattie.
C'è un artista che ha preso questa moderna ossessione per le pillole e l'ha trasformata in arte.
Si chiama Coady e si occupa delle nostre dipendenze e delle nostre abitudini di consumo.
 
 
 
Questo artista si esprime attraverso una vasta gamma di media, districandosi abilmente tra scultura, installazione, video, performance e pittura. Coady mette in discussione la nostra stessa cultura auto-perpetuante che ci spinge ad aumentare i livelli di consumo e le promesse di buona salute attraverso l'automedicazione.
Il lavoro di Coady utilizza diversi materiali per creare forme seducenti sotto forma di enormi pillole brillanti che dovrebbero soddisfare il nostro appetito da perfetto consumatore ipocondriaco.
 
Umoristico, giocoso e assurdo ci ricorda quanto siamo ossessionati dalla cultura dalla gioventù, che tentiamo di prolungare a suon di pillole e altri improbabili rimedi. Il suo lavoro si sposta dalle sculture POP all'Arte Concettuale e ogni pezzo che realizza vuole essere una risposta visiva alla domanda: dove siamo finiti come società?
Come artista, si interessa alla realtà che vive e cerca di  sensibilizzare  il pubblico sulle ansie dei tempi moderni, quelle stesse ansie che ci spingono ad aumentare i livelli di consumo, illudendoci che possiamo trovare e comprare soluzioni in pillole per ogni problema.
 
 
All images ©Coady
 
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Urban Contest Magazine: Arts, Culture, Lifestyle & News
Tuesday, 18 June 2019
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