Anche le passerelle di Parigi hanno "detto" la loro sulle tendenze della primavera-estate 2016.
Sono tante le maison che hanno partecipato al dèfilè parigino, ed abbiamo assistito alle creazioni più sensuali e femminili degli ultimi anni: il rosso e il pizzo hanno dominato. Celine passa dagli abiti lingerie in seta con bordature di pizzo ai quali abbinare scarpe a punta stretta a top e pantaloni ampi e mascolini con fantasia check. Isabel Marant per la prossima estate riscopre il fascino del lamé, tipico dei look da discoteca di una volta, mentre Alexander Wang propone reggiseni retrò da indossare come top.

Ma c'è un fuori programma che proprio non ci aspettavamo: le modelle zaino. Si, esatto: lo stilista Rick Owens ha infatti fatto sfilare modelle che, aiutate da imbracature, "indossavano" letteralmente altre modelle. Una sopra l'altra, a cavalcioni e a testa in giù ma sempre disinvolte, le modelle hanno sfoggiato vestiti e zaini umani. Uno spettacolo inquietante e provocatorio: c'è chi ha parlato di "zaini umani" e chi di richiamo al kamasutra, visto che molte uscite sembrano un replace del classico "69", e chi ha parlato di "abiti in carne umana". Una provocazione, quella di Rick Owens, che vuole probabilmente alimentare la riflessione sulla moda presente e futura.

E noi poveri illusi che credevamo che fosse strana la proposta di Alexis Mabille, che ha incentrato tutta la collezione su fette di angurie, o quella di Dries Van Noten che ha portato in scena una serie di look caratterizzati da maglie tattoo alle quali abbinare reggiseni di raso e gonne di varie lunghezze!

Ma la domanda è sempre la stessa: non è che dietro queste stranezze c'è ben poco da dire e ben poco su cui riflettere? Non è che siamo davanti al tipico "tutto fumo e niente arrosto"? In sostanza tutti ricorderemo l'aneddotto delle "modelle in spalla" ma nessuno, fashion addicted esclusi, ricorderà il nome dello stilista che le ha fatte sfilare.

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Saturday, 03 December 2016
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