Eleftheria Stamati è un'artista visiva greca che nasce come scultrice. La forte influenza della sua formazione accademica si fa notare in ogni aspetto del suo lavoro: Eleftheria si ispira alla scultura durante tutto il processo creativo e definisce i suoi gioielli “Wearable draft” ovvero sculture indossabili.
 Il suo lavoro è la sintesi di una condizione scomoda, ovvero quella di una scultrice intrappolata nel corpo di una jewelry design, perché Eleftheria Stamati progetta e crea gioielli pensando come uno scultore.
“Considero lo spazio come una massa di materia sulla quale interagisco rimuovendo i pezzi fino a catturarne la forma finale ideale, che unisce luminosità, armonia e naturalezza”.
Le collane della serie The Mechanics of Black vengono realizzate utilizzando un metallo sottile per creare forme piatte, i cui tratti sono accuratamente disposti in modo che gli angoli e lo spessore creino l’illusione della profondità, ottenendo il disegno 3D di semplici parallelepipedi. Stamati gioca con la prospettiva creando esili gioielli dalle varie forme geometriche. Ogni collana è dotata di due pendenti, il primo destinato alla parte anteriore, che poggia sul petto di chi lo indossa, mentre il secondo appare sulla parte superiore della schiena. In ogni creazione il disegno frontale è un opposto, o è una variante, di quello posteriore. I ciondoli sono collegati da catene sottili e quasi invisibili che li uniscono.

Il suo statment è chiaro e come lei stessa afferma:

"Quello che interessa di più la mia ricerca è come il vuoto infinito possa plasmare un'esistenza familiare e identificabile, semplicemente utilizzando come elemento fondamentale il punto euclideo". Un punto nella geometria euclidea - per inciso e per noi comuni mortali - non ha grandezze di alcun tipo (volume, area, lunghezza), e nessuna caratteristica in generale tranne la sua posizione.

What interests me more in my research is how the infinite void can shape a familiar and identifiable existence by using the fundamental element of Euclidian point.
I design and create jewelry thinking as a sculptor. I consider space as a bulk of matter on which I interfere by removing pieces until I capture the ideal final shape that merges luminosity, harmony and effortlessness. 

 

 

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Saturday, 10 December 2016
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