Sylvie Fleury è un'artista svizzera contemporanea, gran parte del suo lavoro affronta le questioni del consumo di genere e le relazioni feticistiche che abbiamo con gli oggetti: scarpe, rossetti, carrelli della spesa, abbigliamento di lusso e riviste di moda sono i sui soggetti preferiti.
I suoi calchi in bronzo di tacchi alti, i grandi neon, i manichini che utilizza per le istallazioni e i carrelli della spesa in bella mostra sono un modo per criticare la superficialità, il glamour e l'inutile sfarzo dei prodotti lusso.
 
 
I critici hanno etichettato il suo lavoro come  "post-appropriazionista"  proprio perché Sylvie prende in prestito oggetti legati alla cultura del consumo e si serve della loro carica simbolica per indagare la perdita di identità del consumatore e denunciarne i comportamenti compulsivi di acquisto.
Nell'uso di oggetti comuni che vengono estrapolati dal loro contesto di appartenenza e collocati all’interno di un ambito “Altro”, Sylvie è molto vicina a Marcel Duchamp e Andy Warhol, pionieri in questo genere.
 
 
Sylvie Fleury è anche una femminista convinta e utilizza la sua arte e la sua popolarità per mandare un messaggio al mondo. Il messaggio in questione recita: “More feminism, less bullshit”, che suona come una dichiarazione di poetica forte e chiara. Durante ogni mostra Sylvie collabora con una graffiti writer locale alla quale fa interpretare questo concetto. Nella sua ultima mostra a Roma, la Fleury ha scelto Noa per dipingere un'intera parete all'interno dello spazio espositivo e noi siano andati a spiarle durante la realizzazione della scritta.
 
Roma - Istituto Svizzero - “Chaussures italiennes” - 29 Marzo > 30 Giugno 2019
 
Roma - Istituto Svizzero - “Chaussures italiennes” - 29 Marzo > 30 Giugno 2019 
 
 
All images ©Sylvie Fleury
 
More Info:
http://www.sylviefleury.com/
 
Urban Contest Magazine: Arts, Culture, Lifestyle & News
Friday, 19 April 2019
Back to Top