Uccidere una nonnina e poi gli dipingergli la faccia di nero per farla franca e magari far diventare così la vittima un carnefice, basandosi su uno stupido pregiudizio razziale vi sembra abbastanza cinico e attuale? Se la risposta è si, allora ben venuti nell'universo di Joan Cornellà.

Sembrano disegni infantili, colorati, naif e con personaggi dalle facce sornione. In realtà ogni lavoro di Joan Cornellà è una storia cinica, spietata e cattivissima. Forse i colori accesi e lo stile quasi "basic" delle sue tavole vogliono sminuire le tinte forti della violenza, dei vizi e delle situazioni più assurde che racconta.
Partiamo ad esempio da quella (foto sotto) della mamma che vuole abbandonare il suo bambino e non sa in quale cassonetto della raccolta differenziata metterlo. Sembriamo noi a casa, con in mano il vasetto dello Yogurt che ci domandiamo: umido, plastica o indifferenziato? Il suo umorismo dell’assurdo fa segno proprio perché le situazioni improbabili che racconta non sono poi così lontane; Joan Cornellà rappresenta vizi, paturnie, perversioni e ossessioni quanto mai contemporanee.

Pur appartenendo di diritto al mondo del fumetto, per l’impostazione a vignette e per il taglio delle storie, le tavole di Joan Cornellà sono considerate opere di arte pittorica dei giorni nostri. Non a caso, ad ottobre, la casa editrice torinese Eris Edizioni ha pubblicato per la prima volta in Italia le sue illustrazioni nel libro Mox Nox.

 

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Monday, 05 December 2016
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