L'artista Sergio Garcia è conosciuto per le sue sculture di mani che escono dai muri. Garcia realizza mani occupate a fare diverse azioni, riproducendo in questo modo una parzialre dimensione di vita quotidiana.

Sergio Garcia lavora al confine tra design e arte. Prende elementi e oggetti quotidiani e li trasforma in azioni. I suoi lavori si occupano di alienazione e vizi ma con finezza e occhio critico.
Memorabile è l'opera che si compone di due realistici avambracci e mani che rollano una canna.

Il titolo della scultura è I Don’t Mean To Be Blunt che può essere letto in due modi. La prima lettura è che l'artista non vuole essere troppo diretto. Blunt infatti significa: persona senza peli sulla lingua.
La seconda lettura è decisamente più Hip Hop e solo chi conosce questo movimento culturale può capirla. Blunt è il nome americano del sigaro riempito di cannabis. A differenza di un joint, il blunt solitamente è fumato puro, senza aggiunta di tabacco. Rolling a blunt è l'atto di svuotare pazientemente un sigaro del proprio tabacco e rimpiazzarlo con la marijuana. Proprio come facevano un tempo i poeti parigini e i filosofi della fine del XIX secolo, che erano appassionati  fumatori di hashish, i rapper americani di oggi nutrono la stessa simpatia per i blunts. Il fatto è che un blunt fumato in pubblico risulta meno appariscente di una canna. Dopo tutto rollare canne non è socialmente accettabile, mentre fumare un sigaro si!
L'estetica di Sergio Garcia è semplice e diretta quanto le sue mani-scultura: “Mi piace creare arte con cui la gente può relazionarsi e che stimoli il subconscio creativo. Non solo per creare un rapporto emotivo tra arte e spettatore, ma per evocare domande su come e perché. È questo desiderio di creare una connessione con lo spettatore che alimenta la mia creatività”.

Wednesday, 20 September 2017
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