Le sculture inquietanti di Dongwook Lee parlano delle contraddizioni della natura umana e sono volutamente scioccanti per risvegliare immediatamente l'autocoscienza dello spettatore. Le opere di Lee si concentrano sulla figura umana, rappresentata spesso in situazioni assurde e sgradevoli. Gli umani sono spesso raffigurati come frutti caduti dagli alberi come nella mitologia norrena. Quello che l'artista prova a raccontare è che noi esseri umani siamo difettosi e viviamo facendo galleggiare il mondo nel caos. In un circolo infinito di vita e morte abbiamo da sempre cercato le ragioni dell'esistenza senza trovarle e abbiamo resistito a fatica al mondo e alle limitazioni che la natura umana impone: la condizione umana è assurda, come assurde e senza senso sono le pose dei piccoli uomini rappresentati nelle sue sculture.

Superato il senso di disgusto che si prova a prima vista, questa raccapricciante visione dell'uomo dovrebbe farci riflettere sulla natura dell'essere.

Le interpretazioni squisitamente iperrealistiche e surrealiste delle sue figure umane in miniatura, sono messe in scena in uno strano incrocio di vita e morte, bellezza e crudeltà, civiltà e natura selvaggia, realtà e fantasia.
Le opere di Dongwook Lee si concentrano sulle contraddizioni che sono fondamentalmente inerenti all'esistenza e alla vita umana. Per questo può capitare che nel lavoro di Lee, un antico guerriero indossi la propria pelle come armatura o che alcuni uomini nudi siano stesi uno accanto all'altro come sardine.

Nelle opere di Lee la figura umana è sempre in miniatura ed è messa in scena in situazioni brutali, in cui la naturalezza della nudità diventa orrore.

More info: http://dongwooklee.net/

All images ©Dongwook Lee

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domenica, 15 dicembre 2019
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