L’artista coreana Jin Young Yu crea sculture eteree ed impalpabili che raffigurano persone tristi, molte delle quali sembra che stiano per piangere. Definire depresse o alienate queste figure è riduttivo, perché Jin Young Yu non si accontenta di raccontare uno stato d'animo, intimo e personale, ma vuole rappresentare una più complessa condizione sociale.

Dunque, dietro questi occhi malinconici si cela un disagio sociale. Queste opere raccontano una particolare sfumatura dell'alienazione, quella tipica delle persone che, invece di andare d’accordo con gli altri, scelgono di mantenere una distanza da loro ed essere invisibili.
In queste struggenti sculture in plastica Jin Young Yu rappresenta le cosiddette “persone invisibili“, quelle che scelgono di rimanere in disparte e vengono lasciate sole nell'indifferenza generale.
Attraverso queste rappresentazioni scultoree l’artista drammatizza le pressioni della vita contemporanea, inscenando un sottile confine tra come ci dovremmo comportare e come invece ci sentiamo veramente. Yu esamina quella categoria di umani intrappolata in una società che richiede loro una costante condivisione pubblica che essi rifiutano.


L’invisibilità, caratteristica peculiare di queste figure scolpite, viene ottenuta attraverso un sapiente gioco di trasparenze, impiegando una plastica altamente trasparente come involucro, all'interno del quale l'artista inserisce delle piccole maschere bidimensionali in acrilico. In realtà siamo difronte ad una scultura nella scultura. Questo effetto matriosca conferisce ai personaggi un aria eterea ed inquietante quanto distaccata dalla realtà. È come se le figure di Jin Young Yu vivessero in una bolla d'aria, in uno spazio tutto loro che li protegge dall'esterno, rifiutando ogni tipo di intrusione altrui.

loading...
Saturday, 10 December 2016
Back to Top