Okuda San Miguel è un'artista di origini spagnole che inizia il suo percorso artistico in strada, dipingendo su treni, palazzi fatiscenti e fabbriche abbandonate. Parallelamente al suo lavoro in strada, Okuda affianca dal 2009 anche lavori più intimi e in scala ridotta che realizza nel suo studio, destinati al mercato delle gallerie d'arte. Okuda non ha mai abbandonato lo spirito da street artist rimanendo legato all'architettura dei luoghi che abita o visita. Nei suoi lavori geometrie multicolore si fondono a corpi senza identità in un linguaggio iconografico unico, classificabile come Pop Surrealism.

Strutture geometriche e stampe multicolori che si fondono insieme a corpi grigi e organici dando vita a pezzi artistici che tramite forme geometriche coloratissime e ipnotiche parlano dell'uomo e di se stesso. Le sue opere sollevano spesso contraddizioni sull'esistenzialismo, l'universo, l'infinito, il senso della vita e la falsa libertà del capitalismo mostrando un evidente conflitto tra la modernità fluida che stiamo vivendo  e le nostre radici ancorate al passato. Una dicotomia, quella tra vecchio e nuovo, che si sintetizza perfettamente nei lavori di Okuda dove il vecchio viene “incarnato” dagli edifici fatiscenti che l'artista sceglie come tela e l'elemento di novità è dato dal colorato e avvincente effetto pop dei suoi murales.

Okuda San Miguel è balzato all’attenzione di media per aver convertito una chiesetta sconsacrata nel coloratissimo Kaos Temple, diventato  meta di culto degli skaters di qualunque città.
Le sue opere possono essere viste nelle strade di tutto il mondo: India, Messico, Mali, Mozambico, Stati Uniti, Giappone, Cile, Brasile, Perù, Sud Africa, Messico e l'intero continente europeo; al momento sta anche lavorando al Truck ART Project di cui abbiamo già parlato.

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Friday, 20 January 2017
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