Ci siamo imbattuti nella foto (in alto) di un tipo vestito da sirena con una scopa al posto della pinna, la barba, il rossetto e dei fiori in testa e non abbiamo potuto far a meno di chiederci cosa fosse. La foto in questione è un fotogramma che fa parte di un documentario dell'artista Melanie Bonajo. Il video in questione si intitola Fake Paradise e racconta il desiderio delle persone di ritrovare un contatto con la natura partendo proprio dal rapporto con le piante allucinogene. Questo video nello specifico racconta come vengono tradotti nella vita moderna gli effetti dell'Ayahuasca, una pianta dell'Amazzonia, utilizzata per migliaia di anni per i suoi effetti allucinogeni. Come si può trasferire una tradizione millenaria delle foreste in un ambiente metropolitano come New York? Cosa accadrebbe? Sotto l'ottica dello Sciamanesimo Urbano allora si spiega meglio come mai un "tipo" sia finito in una vasca vestito da sirena!!!

Insieme al video, in realtà, abbiamo scoperto un mondo molto più ampio ed interessante: le sculture, le istallazione e le performance dell'artista newyorkese Melanie Bonajo. La sirena con la barba e il rossetto ci sembrava strana ma non avevamo ancora scoperto le sue Forniture Bondage: sculture umane che aspirano alla creazione di un’armonia tra individuale e materiale, in una sorta di fusioni improbabili. Siamo ossessionati dal progresso e dal possesso delle cose e più cose abbiamo e più crediamo di essere felici. Con queste sculture Melanie Bonajo ci illustra quanto in realtà siano “scomodi” per noi questi oggetti.
Attraverso le sue opere investiga i paradossi insiti nell'idea di comfort e progresso. Siamo convinti che possedere cose nuove ci semplificherà la vita. Queste sculture umane dimostrano esattamente il contrario: donne intrappolate tra i loro stessi oggetti casalinghi. Chi finisce in mezzo ad una libreria, chi sotto un tavolo da stiro, chi, peggio, incastrata tra le sedie.

L'artista esplora il vuoto spirituale della sua generazione trattando il rapporto dei popoli con la natura e cerca di rispondere, se pur in modo bizzarro, a domande esistenziali relative ai concetti di appartenenza, di casa, di alienazione, di valore economico, di consumismo, di progresso e di attaccamento alle cose. 

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Saturday, 03 December 2016
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