Tutto pronto a Milano nella splendida location dell’Hangar Bicocca, per l’inaugurazione della prima grande mostra d’arte gratuita nella città lombarda e in Italia, dell’artista scultrice portoghese Leonor Antunes. Dal 14 settembre fino al 13 gennaio del 2019, il pubblico potrà assistere, ad ingresso libero, a “The last days in Galliate”, un omaggio alla vocazione e tradizione modernista di Milano. Per l’occasione, lo spazio espositivo Shed dell’Hangar Bicocca si presenta con un allestimento in un unico ambiente di 1400 metri quadrati, dove le opere di Leonor Antunes si integrano in un percorso di materiali sospesi ed effetti di luci naturali ed artificiali. Le sue creazioni scultoree mirano ad un'esperienza fisica misurabile con la percezione della memoria; installazioni site specific stratificate da riferimenti storici e materiali che omaggiano le opere e la vita artistica di architetti e designer del modernismo. Un viaggio che parte da lontano e arriva a destinazione con una meravigliosa resa scenica. 

Leonor Antunes apprezzatissima artista contemporanea, nasce a Lisbona nel 1972, e attualmente vive e lavora tra Berlino e la capitale portoghese. Le sue opere e installazioni sono state presentate e celebrate dal pubblico in gallerie importanti come la Whitechapel Gallery di Londra o all’interno di Istituzioni artistiche internazionali del calibro del San Francisco Museum of Modern Art e del New Museum di New York. Il concept essenziale del suo lavoro è incanalato nella reinterpretazione della storia dell’arte dedicandosi principalmente all’architettura e design del XX secolo. Leonor Antunes su questo leitmotiv ha dedicato il suo lavoro di ricerca e ispirazione per l’exhibition all’Hangar Bicocca; una celebrazione di due figure cardine del modernismo milanese, gli architetti e designer Franca Helg (1920-1989) e Franco Albini (1905-1977), che dagli anni 50’ collaborarono ad una serie di progetti visionari che hanno fatto storia. Una narrazione che vuole ricordare la creatività e l’avanguardia stilistica dell’epoca del Boom economico, quando aziende storiche come Pirelli, Olivetti o la casa manifatturiera di Vittorio Bonacina erano protagoniste, insieme agli architetti e designer, di una visione partecipata di progresso. Un periodo storico caratterizzato dall’operosità, dall’ingegno e della creatività al servizio di una crescita economica collettiva, dove l’estetica e la cultura dialogavano con il tessuto industriale. 

Il titolo della mostra, “The last days in Galliate”, si riferisce alla ricerca storica su Franca Helg e su una casa da lei progettata e costruita per i suoi genitori. Una casa collocata proprio nella località di Galliate dove ha vissuto i suoi ultimi anni; si tratta di uno dei pochi progetti edilizi realizzati in modo autonomo rispetto al suo Studio di architettura. La selezione dei materiali usati per le opere, raffigura l’ibridazione tra le tecniche dell’architettura vernacolare e i riferimenti sempre presenti del retaggio culturale del modernismo. L’interesse per l'artigianato e il lavoro manuale è presente nell'uso di materiali come legno, bambù, cuoio, ottone, corda e midollino. Questi materiali nelle sue opere, si concretizzano come demarcazioni verticali o orizzontali nello spazio, o come reti intrecciate da nodi.

All images ©Leonor Antunes

 

Leonor Antunes riesce a comprendere e valorizzare in modo naturale gli spazi espositivi, sfruttando al meglio le peculiarità delle strutture. Le forme geometriche minimali e sospese delle sue opere si integrano nella specificità della collocazione e della luce che le irradia. Il suo lavoro come spesso ama ripetere nelle interviste, è il risultato di una profonda analisi antropologica e spaziale, dell’ambiente e del contesto in cui nasceranno le sue opere: “Credo davvero che l'arte esista in un contesto, quindi non vedo le mie sculture al di fuori degli spazi in cui esistono”. 

Leonor Antunes dopo l’ultima apparizione in Italia nel 2017, presso La Biennale di Venezia, sceglie Milano con una personale che celebra la sua ormai raggiunta maturità artistica ed umana; una maturità che è passata attraverso tutte le sue esibizioni individuali iniziate nel lontano 1998 con “Step by Step” e “Circus Rope” a Stoccarda in Germania, fino alle recenti in Europa, Asia e Stati Uniti. Oggi a Milano, Leonor Antunes si consacra come guida di un nuovo concetto di sviluppo e razionalizzazione dell’arte e delle sue declinazioni, codici multi-espressivi attraverso cui racconta ed esprime la cultura, le figure umane e alcuni dei loro tratti culturali, sperimentando modalità di volta in volta innovative attraverso la compresenza di più linguaggi, materiali e soggetti ben espressi. Forse dovremo aspettare qualche anno per cogliere la reale portata del messaggio espressivo e del valore intrinseco delle sue opere; l’arte di Leonor Antunes dovrebbe essere considerata infatti, non semplicemente come una forma di estetica applicata, ma come un’attività embedded nel tessuto sociale.

 

More Info:

Leonor Antunes, “The last days in Galliate”

A cura di Roberta Tenconi

14 Settembre 2018 - 13 Gennaio 2019


HangarBicocca, Milano, Italia. Ingresso libero

 

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Tuesday, 18 September 2018
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