Juan Francisco Ruiz Casas è senza dubbio l’artista delle Bic, conosciuto in tutto il mondo per i suoi grandi disegni foto-realistici realizzati utilizzando esclusivamente delle penne a sfera blu!
A prima vista sembrano semplici foto virate sul blu: scatti trasgressivi, ricchi di erotismo esplicito e conditi con una buona dose di autoironia. Ma guardando con più attenzione si rimane senza fiato nello scoprire che in realtà sono disegni fatti a mano. I dettagli realistici, le ombre e la profondità dell’immagine ingannano l’occhio, ma da vicino il tratto della Bic è inconfondibile.
Per rendere al meglio lo stupore che si prova davanti a questi lavori basta pensare che per ogni opera ci vogliono settimane di lavoro e scatole intere di penne, ma  soprattutto tanta attenzione, perché l’inconveniente di questa tecnica è che non si può sbagliare e non si possono cancellare eventuali errori.
Con la sua macchina fotografica Casas cattura momenti fugaci di divertimento notturno, scatti amatoriali e spontanei in situazione trasgressive, sfrontate e quasi pulp. I suoi soggetti sono amici e amanti, ritratti in momenti rubati ma anche immagini provocanti ed erotiche di donne nude.
Juan Francisco ricrea queste fotografie su tela con una tale minuzia di dettagli di cui solo lui è capace.
Le sue opere parlano della “generazione selfie” e in quanto a spontaneità e auto celebrazione ricordano le foto che vengono postate sui social media. Nonostante questo, ai social network il lavoro di Juan Francisco non è piaciuto affatto: il contenuto erotico dei suoi disegni ha colto di sorpresa Facebook, YouTube e Instagram che lo hanno censurato. Quel che è certo è che i social network più diffusi sono chiari sulla questione “No Nipples”. Inoltre le “norme delle community on line ” proibiscono contenuti sessualmente espliciti o pornografici.
Cosa deve fare un artista che realizza nudi e/o opere erotiche e che per farsi conoscere vuole pubblicare i suoi lavori sui social senza essere scambiato per un maniaco? Juan Francisco ha escogitato un trucco: prima di fotografare un suo lavoro copre i capezzoli con delle monete! Il che funziona per la censura e di certo non rende le opere meno sexy. E aggiungerei per fortuna!

Dal 15 gennaio al 16 febbraio le opere di Juan Francisco sono in mostra a Roma presso l'Accademia Reale di Spagna.
Noi di Urban Contest siamo stati all'inaugurazione di “SPQR (ca) ROMA” per fargli qualche domanda.

In passato hai utilizzato anche altre tecniche pittoriche, servendoti di strumenti differenti dalla penna. C'è un momento o un motivo specifico che ti ha portato a scegliere una Bic come unico strumento per la tua arte?

Io ho pensato di fare un  cambio, che non è veramente un cambio , perché ho sempre ritratto immagini quotidiane e realistiche e mi serviva un mezzo quotidiano, qualcosa che abbiamo tutti noi a casa e la biro mi è sembrata perfetta. Ho pensato che fosse appropriata per le mie opere perché anche le mie immagini sono quotidiane, fatto con il flash, fatte con gli amici, sono intime e domestiche.

Sei davanti ad una tela bianca di grandi dimensioni, sulla quale stai per iniziare un nuovo lavoro e tracciare il primo segno con la penna: tutto questo non ti inquieta un po'? Quale è il tuo stato d'animo?

Dopo venti anni che faccio righe su righe veramente non ho paura, l'inizio è il momento più bello, quello che è difficile è sapere quando finirà!  Di solito il primo giorno lavoro almeno per sei ore senza fermarmi e poi ogni giorno a seguire  lavoro un po’ di meno perché mi stanco a guardare sempre la stessa immagine. Comunque l'inizio non mi spaventa e come puoi vedere una delle opere oggi in mostra  è un dipinto di 8 metri per 5 a dimostrazione che grandi tele non mi spaventano affatto.

Verso la fine hai paura di sbagliare?

Si ho paura di sbagliare e di stancarmi a guardare per dieci giorni la stessa faccia.

Per una tela di 3 metri quanto impieghi?
Massimo dieci giorni, non mi ricordo di aver mai raggiunto  il traguardo delle due settimane

Quale è la caratteristica essenziale che cerchi nei soggetti da ritrarre?

Sono sempre  miei amici e sono presenti nella mia vita perché è importante parlare della mia vita e comunque il mio lavoro  rimane autobiografico.

La fazione maschile della redazione ha voluto aggiungere una domanda extra:

Molti tuoi soggetti sono donne disinibite in pose sexy, ammiccanti, e a volte anche più spinte...
Le persone che ritrai subiscono il fascino dell'artista? Ti fermi sempre allo scatto fotografico o a volte accade qualcosa che non può essere poi ritratto a Bic?

Anche quello che non dovrebbe essere "ritratto in Bic" spesso viene ritratto!  

Per me non c'e un limite tra quello che deve essere convenzionalmente fatto in  arte e quello che no e a volte le mie  immagini sono sessuali senza problema.







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Tuesday, 06 December 2016
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