John Isaacs, contemporaneo ed eclettico artista britannico, lavora da vent'anni utilizzando i materiali più diversi – ceramica, gomma lacca, resina, tessuto, bronzo, neon, pittura, collage e fotografia – indagando tematiche legate alla complessità del vivere moderno, ai paradossi della quotidianità, all’identità dell’uomo. Le sue sculture grottesche ma assolutamente ammalianti e tecnicamente perfette, sono spesso un’aperta critica verso la superficialità della società attuale, gli eccessi del consumismo, l’inquinamento, il degrado inarrestabile dell’ambiente e dell’uomo.

Isaacs ha sviluppato un interesse quasi poetico verso gli oggetti che grazie al suo lavoro assumono una dimensione contemplativa e non industriale come invece avviene nella realtà opulenta nella quale viviamo.  I suoi “Oggetti /Sculture” sono di diversa natura, quasi sempre creati o ricreati attraverso diverse tecniche scultoree e si ammirano per il loro potere tanto evocativo quanto critico verso la nostra società, con i suoi eccessi e sprechi.



Il consumismo e l’inquinamento sono solo due dei suoi argomenti prediletti, ma nella sua ultima opera la scultura dal titolo The empty temple John Isaac si spinge oltre e riflette sul tema del tempo, della sua sacralità e della sua percezione.
La scultura  in ceramica, gomma lacca, resina epossidica e foglia oro a 24 carati, ha la forma di una benna di  ruspa a grandezza naturale dall’apparenza solida ma in realtà è realizzata in fragile ceramica e sembra un relitto appena riemerso dal mare. La ruspa rappresenta un sistema di credenze generato dalla sua stessa immagine: la pala sembra essere stata oggetto di culto di una cultura lontana, quasi come un oggetto di culto riemerso da tempi lontani.



The empty temple si mostra con la forma del progresso e rispecchia il nostro presente ma è al contempo rappresentativa delle credenze del passato e sembra ricordare più una reliquia che un attrezzo edile.

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All images ©John Isaacs


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Wednesday, 22 August 2018
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