Joel Rea fonde in maniera sublime eccellenza tecnica e surrealismo. Sogno, condizione umana e dualità della natura vengono rappresentati nelle ultime opere 'Beasts of Arcadia’, in mostra fino al 10 ottobre presso la Jonathan LeVine Gallery di New York.

Quando si parla di pittura iperrealista spesso si incappa in infinite discussioni. C'è chi la ama, cogliendo l'arte e la bravura nella fedele riproduzione della realtà, e chi la trova limitante in quanto la perfezione delle immagini rappresentate non lascia trasparire l'interpretazione del pittore.
Joel Rea supera questo limite e mette tutti d'accordo. Nei suoi dipinti, prevalentemente olio su tela, miscela sapientemente resa fotografica di soggetti e ambientazioni reali a situazioni surreali, metafore da cui trapelano messaggi e riflessioni sulla dualità della natura e sulla paradossale condizione dell’uomo.

Joel Rea ha molto da dire per i suoi 32 anni, tanto che nel 2013 é stato dichiarato uno dei trenta artisti sotto i trent'anni ad aver rivoluzionato il mondo dell'arte.

Dotati di un realismo disarmante, in ‘Beasts of Arcadia’ riconosciamo subito i soggetti e le ambientazioni: tigri, uomini in giacca, onde, elementi familiari che fanno già parte della nostra esperienza visiva, e nel complesso tutto ci sembra a primo impatto verosimile, fotografico. C'è qualcosa, però, che nella nostra mente 'non quadra' e  non ci permette di distogliere lo sguardo. Gli animali e gli uomini si trovano in ambienti e in situazioni a loro ostili, surreali. È la natura a far da padrona con la sua maestosa bellezza e la sua forza distruttrice. Osservando le immagini nella loro completezza, soggetti e paesaggi, apparentemente rubati alla realtà, assumono significato nella scena surreale e accade qualcosa che la nostra mente, sommando le figure riconosciute, non aveva previsto, anche perché convinta della veridicità grazie all'esecuzione iperreale.


Il suo lavoro tenta di esprimere qualcosa che é appena al di là della nostra portata e quando ci rendiamo conto del paradosso all'interno della composizione e ne cogliamo il messaggio, veniamo guidati dalle pennellate impeccabili in un sogno lucido ricco di metafore sulla condizione umana con le sue paure e i suoi comportamenti spesso inutili.
Temi come estinzione, sopravvivenza e cambiamento climatico portano l'attenzione su ciò che è veramente importante nella vita e mostrano l'inutilità di alcuni nostri comportamenti come quello di un uomo in giacca e cravatta davanti ad uno tsunami più preoccupato delle sue carte che del disastro naturale che sta per travolgerlo. Riflessioni, nascoste tra le pennellate perfette, sulla dualità della natura, grandiosa e distruttiva allo stesso tempo.

 

 

 

 




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Wednesday, 07 December 2016
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