Il sale, considerato un tempo bene di lusso, veniva offerto agli ospiti in segno di rispetto e grande fiducia. Con il passare degli anni è diventato un bene alla portata di tutti e ha trovato posto sulle tavole imbandite per insaporire le pietanze più gustose e conservare i cibi. Le proprietà del sale, vanno però, ben di là dal suo utilizzo culinario: è un potente cicatrizzante e disinfettante e proprio per le sue proprietà benefiche ha assunto nei secoli un valore sacro ed è diventato un simbolo ricorrente in varie culture, utilizzato per esorcizzare il male e tenere lontano il malocchio. 

Oggi il sale viene usato con molta leggerezza, è presente in tutte le case ed è ormai dimenticato il valore che i nostri antenati gli attribuivano. Nonostante questa tendenza c’è ancora qualcuno che rispetta l’elemento salino: è l’artista giapponese Motoi Yamamoto, che ha appena inaugurato due incredibili e gigantesche installazioni realizzate completamente a mano, posizionando minuscoli grani di sale marino del Mar Mediterraneo sul pavimento della torre di un castello medievale nel sud della Francia.

Le due grandi opere dell’artista, intitolate rispettivamente “Floating garden” e “Labyrinth”, sono attualmente esposte presso “Univers sel”: la manifestazione si terrà fino al 30 novembre 2016 nella cittadina di Aigues Mortes, principale centro di produzione di sale in Francia. 

“Floating garden” e “Labyrinth” ci colpiscono per le loro grandi dimensioni, ma ancora di più per la maniacale attenzione che l’artista ha utilizzato per realizzarle: Motoi Yamamoto ha lavorato chino su se stesso per quasi 50 ore lasciando cadere i granelli di sale fino a creare le forme scelte. 
In “Floating garden” l’artista ha realizzato un enorme spirale, articolata, dettagliata quanto precisa e affascinante. Nel suo moto perpetuo celebra il tempo, la vita e la morte.









“Labyrinth”, come suggerisce la parola è un ingarbugliato labirinto realizzato con la stessa tecnica, facendo cadere i granelli di sale con un ritmo costante. 
Le minuziose installazioni hanno una vita effimera e una volta terminata l’esposizione, verranno rimosse, come fossero mandala sulla sabbia. 
Tanta fatica per niente? Assolutamente no, per l’artista le ore di lavoro, l’attenzione e lo sforzo richiesto rappresentano un’attività terapeutica, che lo aiuta nell'elaborazione del lutto dopo la perdita della sorella a causa di un tumore.




Immagini @Motoi Yamamoto

Per ulteriori informazioni e immagini vi segnaliamo il sito web di Motoi Yamamoto.

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Sunday, 11 December 2016
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