Quando irruppero nel’77, i Sex Pistols dichiararono a chiare lettere di voler incendiare l’Inghilterra, tabula rasa in punk delle consuetudini conservatici e monarchiche di Albione. Quasi trentacinque anni, il mondo si è rovesciato e, attoniti, assistiamo alla loro «accademizzazione» da parte dell’establishment, un tempo tanto contestato.

Amore ricambiato dai superstiti dei Pistols, che ci mettono del loro. Primo episodio qualche mese fa, l’un tempo cattivissimo cantante Johnny Rotten ha dichiarato di inneggiare ai nuovi reali di Inghilterra; poi la notizia che i pezzi della band entravano in una compilation afavore del National Trust, il serissimo ente che si occupa di austeri castelli e nobili giardini. Ora addirittura i loro graffiti vengono paragonati alle pitture rupestri di Lascaux.

LE «ISCRIZIONI RUPESTRI» - I fatti: nell’appartamento che i quattro scalmanati occupavano alla metà degli anni’70, in Denmark Street, la via dei musicisti a Camden, Londra, sono state ritrovate alcune “iscrizioni rupestri” scarabocchiate allora dalla band. Invero un po’puerili e naif, lo stesso Johnny Rotten che si rappresenta con i denti più marci di quanto li avesse in realtà; o l’astuto manager Malcolm McLaren con un mazzo di sterline in mano. Una mano di bianco e non se ne parli più? O al limite l’asportazione delle “opere” per provare a batterle in qualche asta, tra un molare di Lennon e un capello di Elvis Presley?

PATRIMONIO NAZIONALE- Niente di tutto questo, secondo due pure serissimi archeologi dell’Università di York, Paul Graves- Brown e John Schofield, i graffiti vanno lasciati lì dove sono. E anzi considerati patrimonio nazionale, con tanto di targhetta blu (il corrispondente della nostra insegna gialla) fuori dall’edificio a testimoniare « la rappresentazione diretta e potente di un movimento di ribellione radicale e spettacolare». Come dicono i due all’altrettanto austera rivista Antiquites che di solito tratta di aztechi e assiri: «Questo è un sito importante, sia dal punto di vista storico che archeologico, per i materiali e le prove che contiene. Perché non dovremmo preservarlo per le generazioni future?».

COME LASCAUX – Come Lascaux, Altamira o la nostra Valcamonica insomma. Qualcuno in Inghilterra già ironizza, vedi il Guardian, su questi archeologi «che stanchi di essere immersi nel fango per una misera antica moneta che non interessa a nessuno, si travestono da vichinghi quando accompagnano le scolaresche e scrivono libri in gergo giovanile» O appunto affermano che un graffito dei Pistols vale quanto un iscrizione preistorica. Mah…Non resta che aspettare il giorno (il più lontano possibile, per carità) in cui municipio di Londra dedicherà una via a Johnny Rotten.

Di Matteo Cruccu per “Corrieredellasera”

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Friday, 09 December 2016
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