Guendalina Urbani è una giovanissima artista romana. Ho scoperto i suoi lavori per caso navigando in rete, e mi hanno letteralmente folgorato. 
Le sue opere sono dirette, di forte impatto visivo e sono comprensibili da tutti grazie alla semplicità e alla forza comunicativa che sprigionano.
Sono andato a trovare Guendalina nel suo studio per scambiare due chiacchiere e dare un volto all'artista che si nasconde dietro questi lavori. Sono stato accolto nel suo mondo poetico fatto di chiodi, filo spinato, precarietà e dolore.




Dicci in un'unica frase chi sei, cosa fai e cosa vuoi.
Sono una giovane artista romana. Da circa due anni ho iniziato ad esporre il mio lavoro, qui a Roma, come in altre zone d'Italia. Quello che voglio è poter continuare a lavorare, e far conoscere il mio lavoro.

Chiodi, spilli, filo spinato: questi materiali sono spesso presenti nei tuoi lavori. Trovo che questi elementi, così ruvidi alla vista, trasmettano un perfetto mix di poesia, romanticismo e sofferenza, ma anche amarezza nei confronti del mondo, o almeno, di un determinato tipo di mondo.
Come hai iniziato a lavorare con questi oggetti e cosa servono a rappresentare?
Ho iniziato a lavorare con questi materiali perché ne ero affascinata, la loro aurea mi incuriosiva. Per quanto riguarda il loro impiego al fine di rappresentare un qualcosa, non saprei individuare una sola ed unica definizione possibile di rappresentazione. Un materiale parla, è una parola. Una parola che può assumere significati sempre diversi tra loro, mano a mano che la si accosta ad altre parole.

Sono rimasto affascinato da alcuni lavori, come ad esempio "spazzolino con spilli" o "indolora innamora". Per la realizzazione sei partita da un oggetto di uso quotidiano e ne hai stravolto l'utilizzo primario, donandogli un nuovo senso e una nuova chiave di lettura. Come nascono questi lavori? Sono illuminazioni del momento o sono frutto di un processo più elaborato?
In entrambi i casi, delle opere citate nella domanda, si tratta di immaginazione. Ma l'immaginazione è anche qualcosa che si deve nutrire costantemente affinché accresca. Di conseguenza, il processo di realizzazione di un idea lo inquadro nel mezzo tra le due opzioni.


Guardando in generale i tuoi lavori si percepisce un background accademico, eppure personalmente trovo che alcune opere abbiano molto in comune con artisti urbani che interagiscono con gli oggetti che tutti i giorni incontriamo per strada. Cosa ne pensi di questo "filone" di artisti? Mai pensato di realizzare qualche lavoro per le strade della tua città?
Apprezzo gran parte del loro operato. Sicuramente, ogni tanto, può essermi capitato di divertirmi ipotizzando interventi, ma come dice il proverbio, tra il dirlo ed il farlo c'è di mezzo il mare.

Tre cose che ti piacciono da comune “essere umano”, al di fuori dell’arte
In realtà mi piacciano molto le cose da "comuni esseri umani". Mangiare, Comunicare, Dormire.

Web e social network: oggi sembrano fondamentali per auto promuovere il proprio lavoro. Anche noi ti abbiamo scoperta navigando in rete. Cosa ne pensi dell'uso di questi mezzi per far conoscere la tua arte?
Questo è un argomento piuttosto contorto: penso che questa via di diffusione per far conoscere il proprio lavoro abbia, come molte cose, i suoi pro e i suoi contro.

Sei giovanissima, eppure tra mostre a cui hai partecipato e qualche premio, dei riscontri interessanti li stai avendo. Cosa è, allo attuale delle cose, il tuo "fare arte"?
E' molte cose. E' anche un lavoro, ed anche un esternazione.





Se vuoi essere aggiornato sui nuovi lavori di Guendalina segui il suo profilo Instagram.

Tuesday, 17 October 2017
Back to Top