Quando dalle rovine nasce qualcosa di bello potrebbe esserci lo zampino di un noto artista francese di nome Georges Rousse. Le fotografie di Georges nascono da interventi pittorici realizzati in luoghi abbandonati o in corso di demolizione. Il suo lavoro si può definire un colorato connubio tra fotografia, pittura e architettura, dove risulta veramente difficile capire i confini tra le diverse discipline.
Georges con la sua arte riplasma le architetture urbane e ci permette di rivedere completamente la realtà. Là dove non ci sono l'artista posiziona scale, gradini e cilindri, creando piani prospettici che in realtà non esistono e mettendo in discussione la concezione stessa della realtà.
Georges si diverte a scovare edifici abbandonati, fabbriche dismesse, sull’orlo della demolizione o della ristrutturazione, per realizzare degli spazi negli spazi.

L’artista, con tanto di cavalletto, dopo aver fatto un giro di ricognizione disegna su carta il modo in cui immagina lo spazio. Poi piazza la sua macchina fotografica con un grandangolare e con l’aiuto della sua troupe, si arma di pennello e altri oggetti, riplasmando in maniera sorprendente l’architettura del luogo stesso.

La riproduzione fotografica è solo la fine del suo lavoro ed esprime, quindi, l’essenza dei suoi scrupolosi ed elaborati interventi. Attraverso la visione bidimensionale della macchina fotografica, il fotografo francese costruisce prospettive e illusioni ottiche che diventano quasi reali. Per la parte pittorica Rousse predilige i colori vivaci quasi come se questo escamotage aiutasse i dettagli più rilevanti ad uscire fuori dal caos architettonico e dal degrado. 

Ed ecco fatto! In un gioco di equilibri e esasperazioni la riqualificazione è pronta...

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Saturday, 03 December 2016
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