I nostri cinque sensi non sempre riescono ad interagire democraticamente, spesso solo alcuni vantano il privilegio di percepire in modo amplificato una parte di realtà.
Si pensi al totalitarismo del gusto quando si assapora qualche prelibatezza, o alla supremazia dell’olfatto quando un buon odore ci fa riaffiorare dei ricordi.
Beh, l’udito vince a mani basse con la musica: è il padrone del regno dei rumori, l’unico in grado di veicolare le emozioni provocate dalle famose sette note.
La musica non si assapora, non si odora; al massimo la si può guardare live e si può suonare uno strumento, ma rimane un privilegio quasi esclusivo dell’udito.
Federico Picci, giovane grafico appassionato di musica, con il progetto “Filling Spaces” ha tentato di dare forma, colore e movimento alla musica, trattandola come se fosse un concetto tangibile, una materia da guardare e manipolare nello spazio.




Federico fonde la passione per il pianoforte con la sua innata indole creativa, dando vita ad una serie di composizioni digitali oniriche e fortemente evocative.
Ampi spazi bianchi rappresentano lo sfondo etereo destinato ad ospitare una sinergia coinvolgente: quella tra musica e spazio. L’artista fiorentino utilizza grandi palloni fluttuanti per raccontare la propria percezione del suono e li tinge di rosa pallido per rendere l’atmosfera ancor più fiabesca e surreale.
Da un pianoforte e da un grammofono si propagano enormi sfere che ballano nella stanza, si innalzano dirigendosi verso ampie e luminose finestre, come se volessero uscire dalla stanza.
La musica, sotto forma di palloncini rosa, si manifesta leggera nello spazio e diventa accessibile anche allo sguardo e al tatto, acquisendo connotati materiali.
Federico traccia i punti salienti di una narrazione visiva giocando con i colori e le forme, celebrando l’eleganza della musica ed il suo modo prorompente ma delicato di inserirsi nella vita di tutti noi.


Sunday, 24 September 2017
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