In questi giorni si sente tanto parlare di civiltà, religione, questioni geopolitiche e dinamiche globali, spesso senza avere il giusto livello d'informazione o lasciando semplicemente parlare le emozioni. Davanti a tutto ciò che sta accadendo noi scegliamo di continuare ad informarci ma allo stesso tempo di fermarci e riflettere.
Le opere di Ji Zhou nel suo ultimo progetto Civilized Landscape, esposto recentemente alla Klein Sun Gallery, sembrano darci l’input giusto: anche lui come tutti noi si interroga sulla civiltà, sull’evoluzione e sul ruolo dell’uomo, purtroppo non sempre costruttivo.



Il giovane, originario di Pechino, crea paesaggi illusori riproducendo skyline contemporanei con torri di libri e trasformando antiche mappe increspate in paesaggi montuosi.
La cultura e l’informazione trovano il loro posto alla base di un dialogo critico tra realtà, percezione e possibilità; la carta diventa veicolo di rappresentazione visiva e l’esperienza artistica inizia dal mezzo, passa dal fine e si conclude con l’interpretazione riflessiva e personale.
La varietà di libri utilizzati e le molteplici texture delle carte danno alle serie una sorta di uniformità irregolare che porta la composizione d’insieme a un equilibrio perfetto. Queste immagini affascinanti si spingono però ben al di là dell’estetica: sono illusioni visive attentamente costruite, con cui Ji Zhou ci invita a riflettere sulla nostra percezione della civiltà moderna e a chiederci se quest’ultima sia un'illusione costruita e creata dall'uomo o un prodotto inevitabile dell'evoluzione.



Una continua dicotomia tra realtà e illusione, tra il vero e il falso, che l’artista rende anche attraverso la scelta fotografica: un volta realizzati i modelli dei paesaggi, li pone su sfondi dalle tonalità rilassanti e sceglie spesso colori freddi per accentuare la tridimensionalità dei soggetti rendendoli ancora più evocativi e rendendo l’illusione maggiormente realistica.

L’artista spiega: "Per me, il processo della società contemporanea della globalizzazione sfuma spesso i confini tra realtà e finzione. In Civilized Landscape, sto cercando di trasmettere la mia convinzione che stiamo tutti vivendo in un mondo modello".







Un mondo modello, come lo definisce l’artista, che sceglie di rappresentare attraverso gli unici mezzi che abbiamo per conoscerlo realmente e provare a comprenderlo, ovvero l’informazione e la cultura, che trova il suo più antico canale nei libri e dunque nella carta.
Nella riproduzione delle catene montuose, il binomio mappa-paesaggio naturale è stato immediato nella mente dell’artista, ma tra increspature perfette, cordonature magistrali e toni pastello vengono sollevate anche qui questioni di civiltà e di evoluzione, nonché un dibattito sul ruolo degli esseri umani sia come creatori che come distruttori di paesaggi.

Che è più civile - si chiede l'artista - una montagna pacifica con un ecosistema fiorente, o la giungla di cemento?



Tutte le immagini ©Klein Sun Gallery.

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Sunday, 11 December 2016
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