“Exit Through the Gift Shop”, diretto dal writer Banksy, è stato presentato nel 2010 al Festival di Berlino, al Sundance Film Festival e si è aggiudicato agli Oscar 2011 una candidatura come migliore documentario. Le critiche, entusiastiche, sono piovute da giornalisti del New York Times, Rolling Stone, Time Out e molti altri. Non male per un film che parla di arte. Non ovviamente quella dei musei e delle gallerie, ma di quella che nasce (e forse dovrebbe rimanere) in strada.

Eppure certi meccanismi di “prostituzione artistica” sono in agguato per tutti, anche per i duri e puri, autori militanti di street e guerrilla art. Banksy stesso non ne è esente, ma proprio con questo documentario disilluso, e continuando, miracolosamente verrebbe da dire, a mantenere nascosta la propria identità, si fa beffe di un processo che sembra non essere ancora riuscito a fagocitarlo.
Una visione catastrofica sulla street art, proprio così è stato definito il docu-film “Exit Through the Gift Shop” (disponibile in Italia in dvd nella collana Feltrinelli Real Cinema e per P.F.A. Films con Sony), che è meglio non perdersi.

di Elisa Poli

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Thursday, 08 December 2016
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