Anche se con un pò di ritardo volevamo segnalarvi l’articolo di Lorenzo Mazza per www.artsblog.it
Draw the Line è il titolo di un festival dedicato al writing e alla street art che prenderà il via a Campobasso dal 5 all’11 settembre ospitando quasi 100 artisti da tutto il mondo. Nel frattempo in giugno sono previsti numerosi workshop formativi ed alcuni interventi speciali. Tra questi non poteva mancare Blu, che non disdegna mai la piccola provincia, anzi. Dopo aver visto che dei suoi pezzi si fanno cartoline turistiche a Berlino ed in altre città del mondo, forse è ancor più interessato ai territori marginali.

Draw the Line è un progetto che cerca di recuperare, almeno a livello estetico, l’area del Bus Terminal di Campobasso. Una struttura costruita negli anni ‘70 e mai terminata, che rappresenta uno scempio paesaggistico nel cuore del capoluogo molisano.

Il pezzo di Blu riprende un meccanismo figurativo giù utilizzato dall’artista marchigiano in passato. La trasformazione, l’evoluzione/involuzione, si realizza su un piano orizzontale. Un ragazzo decide di farsi militare, gli vengono rasati i capelli e rimosso il cervello, prima di applicare il classico elmetto.

Un’opera sicuramente forte, che prosegue nel filone pacifista ed antimilitarista di Blu. Un lavoro contro cui, quasi automaticamente, si sono scagliate alcune voci e subito il pensiero è tornato alla censura di Deitch e del Moca di Los Angeles. Così, nel giro di pochi giorni, si è formato un gruppo su Facebook per fare pressione sul sindaco di Campobasso: “Di Bartolomeo, Blu non si tocca!”. Per il momento l’amministrazione sembra dunque aver ritirato le sue perplessità, ma è bene che l’attenzione rimanga alta.

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Tuesday, 06 December 2016
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