Niente di sorprendente: era successo già nell'edizione 2009 quando le quotazioni di Nathalie Djurberg, allora miglior giovane della 53ª Biennale di Venezia, erano letteralmente esplose in virtù del Leone d'argento appena ricevuto. Così, quasi a ribadire il proprio ruolo di barometro del gusto e del mercato, Art 42 Basel («la più prestigiosa mostra d'arte del mondo», www.artbasel.com) da mercoledì 15 a domenica 19 propone stavolta in ordine compatto (e completo) tutti i vincitori dei Leoni della Biennale di Venezia appena conclusasi: da Christian Marclay (miglior artista) a Haroon Mirza (miglior giovane), dal defunto Christoph Schlingensief (curatore del miglior padiglione, quello tedesco) a Sturtevant e Franz West, grandi vecchi premiati «alla carriera».


Le cifre parlano a favore di Art Basel, appuntamento per addetti ai lavori (ma ormai anche per vip con la passione dell'arte, da Brad Pitt in poi) nato ufficialmente nel 1970 e che ogni anno attira oltre 60 mila tra artisti, collezionisti, galleristi, direttori di musei, curatori e appassionati vari.

«Un complesso ecosistema» (come lo definiscono i codirettori Annette Schönholzer e Marc Spiegler) che accoglierà nei padiglioni della Fiera di Basilea oltre 300 gallerie divise per 35 Paesi (una ventina quelle in arrivo dall'Italia) e più di 2.500 artisti con opere al seguito. «Segnando così - sempre per i due codirettori - la traiettoria di un'intera epoca dell'arte contemporanea, da quando presero forma quelle innovazioni di Picasso e Duchamp che hanno catalizzato una reazione a catena che continua fino a oggi».

Sono pitture, disegni, edizioni d'arte, sculture, installazioni, fotografie, performance e frammenti di video art che riflettono (tutte o quasi) «le influenze e gli impulsi provenienti da ogni angolo della terra». E che quest'anno proporranno (per la prima volta), anche le scelte delle gallerie di Thailandia, Ungheria e Libano. In un mishmash che combina i capolavori di maestri e celebrities della sezione Art Galleries (Donald Judd, Cy Twonbly, Giacomo Balla, Kurt Schwitters, Man Ray, Jeff Koons, Emilio Vedova, Giorgio de Chirico) con le opere, più o meno a basso costo, di giovani artisti emergenti (da Adam Pendleton a Petrit Halilaj, da Runo Lagomarsino a Kathryn Andrews) a cui è dedicata, in particolare, la sezione Art Statements. Una sezione destinata «a offrire loro una piattaforma tutta particolare» oltre a un premio da 25mila euro (circa) che certo non guasta mai.


Ma Art Basel è comunque anche un'eccezionale occasione per fare turismo (grazie al «sole di giugno sulla Messeplazt e alle salsicce arrostite nel padiglione della Rotonda» come recitano zi dépliant). Così anche i musei di Basilea e dintorni propongono (come eventi collaterali) mostre eccellenti su Konrad Witz (al Kunstmuseum), sullo Studio Ballo e il design italiano (al Vitra Museum) o sulla coppia Brancusi-Serra alla Fondazione Beyeler (che ospiterà anche un galà privato per il neo-Leone Marclays). Sempre con il «marchio Beyeler», in concomitanza con Art Basel, va da oggi in scena (alla Bürkliplatz ma di Zurigo) una nuova tappa del Maman Tour, il viaggio del megaragno di Louise Bourgeois (quello a suo tempo alla Tate Modern e al Guggenheim di Bilbao) che dal 3 settembre all'8 gennaio tornerà nei giardini della Fondazione, per la mostra sulla Bourgeois nel centesimo anniversario della nascita.

E ancora le sezioni Art Feature che analizzerà «gli aspetti curatoriali dell'attività galleristica» e Art Parcours che coinvolgerà piazze e strade in una serie di progetti di artisti, da Ai Weiwei (Fairytale) a Joan Jonas (Under the glacier). Poi le conversazioni (a cominciare da quella con il direttore della Serpentine Gallery di Londra Hans Ulrich Olbrist), i film (The cave of forgotten dreams di Werner Herzog) e (dopo il lancio nella scorsa edizione della Smartphone App) una showguide digitale (l'applicazione gratuita è già scaricabile). Anche se a fare notizia dovrebbe essere soprattutto Art Unlimited, la sezione destinata a celebrare il gigantismo alla Anish Kapoor (anche lui naturalmente presente) con una cinquantina di lavori «in formato maxi» firmati da volti noti come Dan Flavin, Robert Rauschenberg, Mona Hatoum o Thomas Shütte e da artisti dell'ultima generazione come Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, Gardar Eide Einarsson o Jacob Kassay. Il tutto aspettando Art Basel Miami Beach, la manifestazione consorella, in programma dal primo al 4 dicembre. Naturalmente a Miami Beach, Florida.

Stefano Bucci
10 giugno 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA

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