In una società moderna come quella di oggi in cui la parola single fa rabbrividire chi la ascolta, in cui il marketing è rivolto quasi ed esclusivamente alle coppie, come se l'unico scopo nella vita fosse quello di passare l'intera esistenza insieme ad un altro essere umano, c'è chi ancora riesce ad apprezzare la vera essenza della solitudine.

Svegliarsi la mattina liberi di vagare in giro per casa in mutande, accendere una playlist musicale imbarazzante, sfruttare ogni spazio a disposizione per leggere, mangiare o fare un pisolino. Insomma godersi a pieno se stessi.
Nonostante alcuni comprendano il vantaggio di stare da soli, rimane una percentuale molto alta, circa il 50 per cento della popolazione, che associa una donna solitaria, che ama la solitudine, ad una donna sola.
Per fortuna, a smentire quest'idea c'è un illustratrice messicana, Idalia Candelas, che riesce a cogliere lo spazio sottile che separa l'essere "soli" dallo "stare soli" attraverso una serie di illustrazioni in bianco e nero sulla "solitudine postmoderna". Candelas raffigura donne distese sul letto, che si fumano una sigaretta, che lavano i piatti e intervallano le pulizie di casa rilassandosi sul divano. I suoi soggetti non sono né sensuali, né tristi, ma rappresentano momenti di intimità vissuti nella pace della solitudine.

C'e un secondo mito da sfatare ovvero quello secondo cui le donne da  sole in casa, quando non sono osservate da nessuno si riducono un "cencio": mangiano sul divano, hanno i capelli in pessimo stato e i peli sulle gambe. Beh, queste immagini ci mostrano tutta la bellezza e l'eleganza di gesti quotidiani che non sono ne sgraziati ne sciatti, ma semplici! 

I disegni pubblicati in un piccolo libro intitolato "Alone", sono un rifiuto sottile dell'immagine comunemente diffusa delle donne sole e esaltano dolcemente la sensazione di sicurezza di godere della compagnia di nessuno.

 

Via Huffingtonpost

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Thursday, 08 December 2016
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