Tutta la Gran Bretagna è già in fermento per le prossime olimpiadi che si terranno nell’estate del 2012. Ovviamente tra gli eventi collaterali vi sono anche numerose manifestazioni culturali, basti pensare al Fourth Plinth, celebre quarto plinto di Trafalgar Square che nel 2012 vedrà avvicendarsi il bambino d’oro sul cavallo a dondolo di Elmgreen & Dragset ed il gigantesco gallo blu di Katharina Fritsch.

Ovviamente le olimpiadi di Londra avranno anche un simbolo d’eccezione, vale a dire l’Orbit, l’avveniristica torre progettata da Anish Kapoor che dominerà la capitale britannica come un immenso disco volante purpureo. In questi giorni abbiamo appreso che 12 artisti inglesi sono stati scelti (da una lista di partenza di oltre 100 artisti) per creare una serie di posters commemorativi delle olimpiadi. Tra gli artisti nominati svettano i nomi di Tracey Emin, Martin Creed, Michael Craig-Martin e Chris Ofili. A questo punto in molti si sono chiesti come mai nella lista non compare il nome di uno dei più celebri pupilli dell’arte contemporanea britannica, vale a dire il peperino Damien Hirst.

Il direttore del comitato culturale delle Olimpiadi, Ruth Mackenzie ha però glissato la domanda, adducendo ragioni molto vaghe. Bizzarre anche le parole di Michael Craig-Martin che avrebbe dichiarato: “gli artisti sono più bravi dei grafici nella realizzione dei posters perché l’arte aggiunge alla grafica quel qualcosa di differente”. Ancor più bizzarre invece le dichiarazioni di Tracey Emin: “mostreremo al mondo che Londra sa come organizzare un grande party (le celebrazioni per le Olimpiadi), proprio come il matrimonio del principe William e Kate Middleton. Insomma gli artisti selezionati parlano e straparlano di tutto tranne che dei loro lavori. Comunque sia noi vi forniamo la lista completa degli artisti che parteciperanno all’iniziativa: Fiona Banner, Michael Craig-Martin, Martin Creed, Tracey Emin, Anthea Hamilton, Howard Hodgkin, Gary Hume, Sarah Morris, Chris Ofili, Bridget Riley, Bob and Roberta Smith e Rachel Whiteread.

Di Micol Di Veroli per ”Globartmag“

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Monday, 05 December 2016
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