Jonathan Tate sviluppa il progetto pilota Starter Home, che mira a utilizzare terreni marginali dei suburbi statunitensi per costruire case economiche. Il progetto pilota si trova a New Orleans.
L’accesso alla proprietà della casa è uno dei pilastri dell’identità statunitense, uno degli ingredienti del cosiddetto “American Dream”. Il fenomeno dell’espansione incontrollata dei suburbi, estensioni sterminate di casette monofamiliari, è però in crisi già da alcuni anni. Da un lato il consumo di suolo e di risorse non è più sostenibile da un punto di vista ecologico. Dall’altro il crollo economico del 2008 ha reso evidente come la spinta culturale verso la proprietà fosse sostenuta da intenzioni speculative. L’architetto di New Orleans Jonathan Tate ha sviluppato una serie di ricerche, spesso pubblicate in maniera indipendente, e di progetti innovativi che si concentrano sulla riconversione dei quartieri residenziali di città di medie dimensioni, travolte da fenomeni pesanti di stagnazione economica.



Il progetto di ricerca “Starter Home”, condotto in collaborazione con il promotore immobiliare Charles Rutledge, si sofferma sulla prima casa, che a partire dal 1930 è stata considerata sempre di più come un bene di consumo, per capire come attualizzarne i processi di progetto e di costruzione. Il nocciolo della ricerca consiste nella comprensione dei meccanismi di abbassamento della soglia economica con la quale una famiglia di classe media possa accedere al mercato.

A questo fine la proposta è quella di utilizzare i terreni irregolari, che sono dotati di destinazione residenziale ma per via della forma o della localizzazione non sono commercializzati. Il progetto di architettura serve quindi per ottimizzare le superfici utilizzate, per semplificare la costruzione, abbattere i costi di utilizzo e di manutenzione. Nella sola New Orleans, il gruppo diretto da Tate ha identificato 5453 lotti “bizzarri”, con un potenziale di circa 11 milioni di dollari di investimenti. In uno di questi, 3106 St Thomas Street, è stato sviluppato un primo progetto pilota: Una striscia sottile adiacente a un deposito, accoglie un casa di 85 metri quadri. La costruzione è realizzata con un’ossatura in legno, come nella tradizione statunitense, permettendo quindi di contenere i costi di esecuzione. Il profilo seghettato della copertura, che utilizza tutta l’altezza disponibile per normativa, permette di variare la luce naturale e le viste degli spazi interni, richiamando inoltre i tetti a falde tipici dell’edilizia vernacolare.

 

via Abitare

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Tuesday, 06 December 2016
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