La magia di certi oggetti, di certa musica, di certi suoni è difficile da ricreare oggi. E anche gli amanti del vintage più rigorosi non riescono sempre ad evocare al meglio certe atmosfere (nonostante gli sforzi).
Gli amplificatori Got My Mojo Working nascono con la voglia di ricercare proprio il suono perduto!

Abbiamo intervistato Gianluca Durante, ideatore di questo progetto.

 

Gianluca Durante, segni particolari: music lover! Parlaci di te e di come nasce la tua attività. Hai sempre fatto questo nella vita?

Non ho sempre fatto questo.
Nella vita quotidiana sono un art director, questa è stata la mia scelta. Però sono nato in una casa piena di musica, poichè mio padre era un musicista jazz-blues.
E io ho cominciato a suonare fin da piccolo in quella che chiamavamo la stanza della musica, che ancora esiste, piena di chitarre di tutti i tipi (adesso fra le mie e quelle di mio padre siamo a quota 32).
Una passione per la chitarra elettrica che ho coltivato da subito fino a diventare un collezionista di chitarre vintage.

Come nasce l'idea di realizzare degli amplificatori con vecchie valigie anni 20' e 40'?

Innanzi tutto è nata l'idea di realizzare amplificatori di alta qualità. Ero affascinato dai vecchi amplificatori che avevo provato nel corso degli anni, e avevo notato che gli amplificatori moderni non avevano più quell'anima; forse perchè le tecniche costruttive, adeguandosi ad una produzione di massa, avevano prediletto la facilità e i costi di assemblaggio a discapito della qualità.
Da qui è partita una ricerca, per capire perchè il suono era cambiato in quel modo. E per questo il nostro claim è "alla ricerca del suono perduto".

Io e il mio socio Paolo Pibiri abbiamo fatto un viaggio a ritroso nel tempo, e insieme alla riscoperta di vecchie tecniche costruttive, abbiamo capito come certi suoni che ne derivavano erano così legati ai musicisti che li hanno trasformati in melodie indimenticabili. Viaggiando a ritroso abbiamo scoperto che negli anni '50 alcuni vecchi bluesman di strada, che probabilmente non avevano grandi disponibilità economiche, smontavano le radio valvolari ad onde medie, ne toglievano la parte amplificatrice e le sistemavano dentro le valigie, per poterci andare in giro a suonare. Noi abbiamo riprodotto questi strumenti nel suono e nell'aspetto.

Per questa tipologia di prodotto quanto conta il suono e quanto il design?

Gli strumenti musicali sono degli oggetti affascinanti, sopratutto quelli vintage perchè hanno quella patina data dal tempo...
Qualsiasi persona, amante del design ne rimarrebbe affascinata. Un po' come quello che succede con le automobili: anche se non guidi, di fronte ad una bella macchina rimani stupefatto. In più lo strumento musicale, e a maggior ragione la chitarra, ha un ruolo importante nella definizione del mood del musicista, alla stessa stregua dell'abbigliamento.

Non sei l'unico nel mondo a realizzare amplificatori riciclando vecchi oggetti di uso quotidiano. Cosa rende i tuoi Amps diversi dagli altri?

Ho visto di tutto su internet, anche amplificatori costruiti dentro a dei comodini...Noi non facciamo un'operazione di design fine a se stessa. Realizziamo strumenti che possano valorizzare al massimo le capacità espressive del musicista, strumenti per professionisti, e dedichiamo alla parte esterna la stessa cura e ricerca dei materiali che riserviamo alla componente elettronica.
Gli amplificatori Got My Mojo Working devono ispirare l'artista da accesi e da spenti...

Visto che il nome della tua attività viene dalla canzone"Got my Mojo Working" di Muddy Waters mi sembra d'obbligo chiederti quali sono i tuo musicisti preferiti, che musica ascolti e come ti piace ascoltarla.

E' chiara la passione per il Blues, ma anche per altri generi musicali. Sento di tutto, sono un curioso. Fondamentalmente ho due tipi di modalità d'ascolto: su vinile quando il tempo lo consente, o via Deezer per esplorare più facilmente. La mia libreria fondamentale però resta su vinile: i classici del blues, da Muddy Waters a John Lee Hooker, ma anche il progressive tipo Soft Machine o The Nice, fino al grunge dei Soundgarden e Alice in Chain. Dipende dai momenti....

Ultima cosa, ci manderesti una foto della tua "biblioteca musicale" ?

Non so che cosa intendi per biblioteca musicale. Se intendi la "musica" in generale che mi sta intorno, ti invio questo scatto di quello che ho intorno a me in questo momento mentre ti scrivo...

Grazie Gianluca!

www.gotmymojoworking.eu

 

 

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Monday, 05 December 2016
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